Migranti in arrivo, a partire sono le classi medie: tutti i dati

Secondo un'analisi fatta dal Corriere, firmata da Milena Gabanelli e Simona Ravizza, non sono i migranti poveri a rischiare la vita per migrare.

Migranti
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Secondo un’analisi fatta dal Corriere, firmata da Milena Gabanelli e Simona Ravizza, non sono i migranti poveri a rischiare la vita per migrare. I 100 milioni di migranti che si sono spostati negli ultimi anni appartengono, secondo i dati, alla classe media. Questo semplicemente perché sono gli unici che possono farlo, in quanto sono gli unici che possono permettersi di affrontare le spese di viaggio.

Migranti che appartengono alla classe media

Per quanto riguarda L’Italia e L’Europa, la preoccupazione maggiore si concentra sull’Africa. I dati dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) per Dataroom mostrano un quadro ben preciso. Su 1 milione e 85 mila migranti, se non si prendono in considerazione coloro che scappano dalle guerre, il 60% viene da Paesi
con un reddito pro capite tra 1.000 e 4.000 dollari l’anno. Un reddito che in pratica è considerato medio-basso dalla Banca mondiale per l’Africa. Il 29% dei migranti, al contrario, proviene da Paesi con un reddito tra i 4 e 12 mila dollari, ossia medio-alto. Mentre il 7% appartiene alla fascia alta, cioè sopra i 12.000 dollari l’anno. Solo il 5% dei migranti proviene infine dalla fascia bassa (sotto i mille dollari).

In Italia, poi, la percentuale di migranti “poverissimi” scende addirittura all’1%. Nel nostro Paese, il numero più alto di arrivi è della Nigeria (quasi 90 mila), dove il reddito è di 5.473 dollari annui. Segue il Senegal (30.280 mila), dove il reddito è di 2.781. Al terzo posto troviamo invece la Costa d’Avorio (22.240 arrivi), dove il reddito è di 2.880 dollari.

La Grande Migrazione è un effetto della globalizzazione

Secondo il Center for Global Development di Washington, la Grande Migrazione è un effetto collaterale della Globalizzazione, che ha determinato il crollo della povertà assoluta. Qui abbiamo il più grande paradosso della nostra epoca: quello che è stato un successo ha indirettamente messo in moto i migranti. Con l’apertura al commercio e le comunicazioni internazionali, viaggiano anche le persone.

Inoltre, oggi il 75% degli africani ha un cellulare. Numero impressionante, considerando che solo dieci anni fa erano il 32%. E non è tutto: il 20% degli abitanti dell’Africa ha un collegamento a Internet. Dieci anni fa erano erano solo il 4%. Con questi mezzi è più facile organizzarsi per partire, si può conoscere la rotta da percorrere e si può sapere quel è il Paese dove ci sono più possibilità.

Migranti in arrivo nei prossimi anni

Il ricercatore dell’Ispi Matteo Villa ha spiegato: “Nei prossimi due decenni dall’Africa verso l’Europa si sposteranno altri 3,4 milioni di persone. Allarmarsi non serve a nulla, ci vuole consapevolezza sulla sfida da gestire perché il processo è inarrestabile“. Il Manifesto sottolinea: “La gente spesso rifiuta l’immigrazione perché esaspera la sensazione di avere perso il controllo sulla propria”.

Aiutarli a cosa loro

Si dice spesso che i migranti andrebbero aiutati a casa loro. Ma come si può fare? Gli ultimi studi hanno evidenziato che sostegni al reddito fanno incrementare le partenze. Viceversa gli investimenti per lo sviluppo dei servizi incoraggia la popolazione a restare. Basterebbe, infatti, permettere a molte persone di accedere all’energia elettrica, per incentivarle a non abbandonare la propria terra. Poi servirebbero investimenti sulla sanità e sull’istruzione, per esempio.

Redazione CiSiamo
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