Razzismo su uno scuolabus: bambino di colore picchiato e invitato a sedersi altrove

Un grave episodio di razzismo è stato denunciato dalla madre di un bambino. Il piccolo è stato picchiato e fatto sedere in un altro posto.

Razzismo e violenza a bordo di uno scuolabus (foto di repertorio)

Un episodio di razzismo avvenuto su uno scuolabus nella provincia di Treviso. Un bambino italo-senegalese ha ricevuto delle gravi offese: a riportare la notizia è stato il “Corriere del Veneto”. Al piccolo sarebbe stata rivolta la seguente frase: «I negri si siedono davanti, i bianchi dietro». L’episodio è avvenuto poco prima di fare ingresso nelle rispettive aule per la consueta mattinata di studio a scuola.

Il messaggio della madre

La madre del bambino ha inteso denunciare l’accaduto pubblicando un lungo messaggio sulla pagina Facebook “Cara Italia”. «Mio figlio è stato bullizzato sul pulmino della scuola. Oltre ad averlo malmenato, una delle ragazzine gli ha detto: “I negri si siedono davanti, i bianchi dietro”. Mi ha raccontato di non essersi difeso per non passare dalla parte del torto».

La violenza sulla scuolabus

Secondo quanto riportato dall’AdnKronos si tratta di due adolescenti di terza media. Il bambino, dopo essersi seduto, è stato inoltre vittima di un’aggressione con schiaffi e spintoni verso lo sportello. «Qualcuno – racconta la donna al Corriere del Veneto – ha provato a dire basta ma non è servito. Per fortuna la scuola non era molto lontana. Mio figlio è arrivato in classe molto turbato, si è messo a piangere e ha raccontato ciò che era accaduto agli insegnanti, ricevendo la solidarietà di tutti». La madre del bambino non ha intenzione di sporgere denuncia. La donna è soddisfatta «per la reazione della comunità che è stata immediata».

Il racconto del quotidiano

«Quando l’undicenne è salito sul bus – si legge sul quotidiano – l’autista l’ha invitato a lasciare i sedili anteriori ai bimbi delle elementari. Ma gli ultimi posti, come spiega la mamma, sono quelli ‘Vip’, i più ambiti dagli studenti. Due erano liberi ma quando il bambino si è avvicinato, è stato bloccato da una scolara, poi la frase terribile. Quando, un paio di fermate dopo, sullo scuolabus è salita l’amica della prima ragazzina, il bambino è stato schiaffeggiato e spinto verso lo sportello, fino doversi inginocchiare a terra».

Redazione CiSiamo
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