Bimba ferita a Napoli, Serena Lamberti: “Ogni volta muore di nuovo mia sorella”

Serena Lamberti è la sorella della prima bambina vittima di camorra. A CiSiamo.info racconta la rabbia e la desolazione di costatare che dopo 37 anni ci sono ancora bambini che rischiano così la vita.

Bimba ferita a Napoli
Simonetta Lamberti, uccisa a Napoli a soli 11 anni.

Bimba ferita a Napoli, Serena Lamberti: “Ogni volta muore di nuovo mia sorella”

 
Play/Pause Episode
00:00 /
Rewind 30 Seconds
1X

Noemi, la bimba ferita a Napoli durante un agguato di camorra, sta ancora combattendo tra la vita e la morte. Un tragico evento che riapre una profonda ferita, che vede Napoli aver fatto da palco a diversi omicidi di bambini innocenti. La prima bambina vittima della camorra è Simonetta Lamberti, uccisa nel 1982 a soli 11 anni durante un agguato al padre, il giudice Alfonso Lamberti. La sorella Serena ci racconta la rabbia e la desolazione di costatare che dopo 37 anni ci sono ancora bambini che rischiano così la vita.

Come hai recepito la notizia della bimba ferita a Napoli?

«Non è facile descrivere quello che si prova. Mia sorella è stata uccisa 37 anni fa ed è come se fosse stata uccisa di nuovo anche lei. Che ci siano dei bambini che ancora oggi vengano colpiti da proiettili in questo modo, di giorno in un parco, io non lo riesco ad accettarlo. Riapre quella ferita che mi porto dentro da anni, dalla nascita. Sono, infatti, venuta al mondo un anno dopo la morte di mia sorella e ho portato tutto il peso di quella morte. I proiettili che uccidono i nostri cari colpiscono l’esistenza di famiglie intere.

La morte di mia sorella ha devastato tutta la nostra famiglia. Mia madre, i miei fratelli e anche la mia. Molti mi dicono, in maniera superficiale, che per me, che sono nata dopo la morte di mia sorella, non dovrebbe essere così difficile. Invece è il contrario, perché io non ho il ricordo di mia sorella, non so com’era la sua voce. Ho solo delle foto ingiallite. Non ho dei ricordi tra di noi e crescere portando il suo nome. C’è voluta una vita intera per poter elaborare il lutto.

Inoltre anche io sono sempre stata piena di sensi di colpa: ho sempre pensato di essere nata perché lei è morta, di avere rubato la vita che era destinata a lei. Tutto queste cose un killer non le capirà mai. Alla fine ho capito che per salvarmi, ma anche per onorare la morte di mia sorella, doveva trasformare la rabbia che provavo in amore e fare nel mio piccolo per fare qualcosa per gli altri. Sopratutto per i ragazzi. Per questo io ho iniziato a raccontare di mia sorella. Non posso ridarle la vita, però è inutile vivere nella rabbia».

È per questo che hai concesso il perdono all’assassino di tua sorella?

«Quando l’assassino di mia sorella mi ha chiesto perdono, io gliel’ho anche dato. Ma poi ho avuto un’altra pugnalata: perché quel pentimento era solo una finta per tornare a casa. E, dopo 2 anni, è stato arrestato nuovamente perché aveva ricostituito un clan. Io mi chiedo come sia possibile: com’era sorvegliato?

Io purtroppo non riesco più a credere a queste persone. Credo invece nella speranza dei giovani. Credo che ognuno di noi debba provare, nel proprio piccolo, a costruire un futuro migliore per i nostri ragazzi. Perché effettivamente non si può più sopportare che un bambino venga colpito per strada. Parlare ai ragazzi è importante.

La gente, però, dimentica facilmente…

«Le persone hanno la memoria corta, le persone si dimenticano quello che è successo anni prima. Se non si dimenticassero la storia non continuerebbe a ripetersi. Credo, invece, che ognuno di noi dovrebbe avere un compito. L’importante è che se ne parli. Ma bisogna, poi, avere gli strumenti giusti per combattere la camorra. Dobbiamo fare tutti la nostra parte. Io mi sono resa conto che l’assassino di mia sorella era un ignorante. L’importanza della scuola, dell’istruzione, non è secondaria. Perché la camorra non ha paura delle armi o delle forze dell’ordine, ma fa molta più fatica ad arruolare dei ragazzi che hanno un’istruzione».

Ascolta la testimonianza di Serena Lamberti:

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.