Piera Aiello del M5s indagata per falso: storia della “candidata senza volto”

Piera Aiello, nel 2018, è stata eletta deputata per il M5s. Era "la candidata senza volto", questa perché Piera è stata testimone di giustizia.

Piera Aiello
Piera Aiello

Piera Aiello, nel 2018, è stata eletta deputata per il M5s. Era “la candidata senza volto”. Di lei non sono circolate né foto né manifesti, questo perché per 27 anni Piera è stata testimone di giustizia. Ha vissuto, infatti, sotto protezione dal 2011, con una identità segreta perché aveva scelto di diventare testimone contro la mafia.

Piera Aiello, prima testimone di giustizia eletta in Parlamento

Piera Aiello andò in sposa a Nicolò Atria, per decisione del suocero, il boss Vito Atria. Rimase però vedova a 23 anni, dopo che il marito era stato ucciso in un agguato. Questa fu l’ultima goccia per Piera, che da qui in poi decise di ribellarsi alla mafia, diventando una testimone di giustizia. Conobbe il giudice Paolo Borsellino e riuscì a fare arrestare parecchi mafiosi.

Per la sua protezione e per quella dei suoi figli, dovette però cambiare identità e cambiare vita. E qui c’è il punto fondamentale della vicenda: diventando testimone di giustizia ha perso il diritto di votare e di essere votata. I testimoni di giustizia, infatti, non possono votare perché il certificato elettorale è collegato all’identità abbandonata. Piera Aiello, all’Espresso, ha raccontato che per potersi candidare ha “dribblato la Commissione centrale, altrimenti mi avrebbero impedito di farlo”.

Indagata per falso, la sua storia

Secondo Tp24.it però questo potrebbe costarle molto caro. Il quotidiano online dichiara di sapere per certo che la Aiello è indagata per falso in atto pubblico. Il problema risiede nel certificato elettorale che non avrebbe potuto essere presentato e utilizzato.

Dal Movimento dicono di non sapere nulla. La strada intrapresa dalla Aiello era comunque l’unica strada per potersi candidare e entrare in Parlamento. E lei lo ha fatto proprio per proporre una legge di riforma delle misure di protezione dei testimoni di giustizia. Una norma che presti più attenzione ai loro diritti di persone. Il problema però rimane: poteva candidarsi o non poteva candidarsi?

Redazione CiSiamo
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