Gabriel Feroleto: madre e padre restano in carcere

No del Riesame alla scarcerazione dei genitori del piccolo Gabriel Feroleto, il bambino di tre anni ucciso poco meno di un mese fa a Piedimonte San Germano.

Gabriel Faroleto
Gabriel Faroleto

No del Riesame alla scarcerazione dei genitori del piccolo Gabriel Feroleto, il bambino di tre anni ucciso poco meno di un mese fa a Piedimonte San Germano, nel Frusinate, dalla madre e, secondo la procura, anche con l’aiuto del padre. In concomitanza con il diniego a misure di cautela meno afflittive per due indagati è arrivato anche il secondo sopralluogo del Ris dei Carabinieri sul presunto luogo del delitto.

Genitori del piccolo Gabriel restano in carcere

I militari cercano elementi utili a collocare esattamente la scena del crimine e a definire il ruolo nello stesso dell’offender numero due, il papà del piccolo, Nicola. Con lui è indagata, detenuta e rea confessa di quell’orribile crimine la madre di Gabriel, la giovane Donatella di Bona. La donna, nel pomeriggio dello scorso 17 aprile, aveva allertato sanitari e FFOO per un presunto investimento in danno di suo figlio, avvenuto in via Volla, a pochi passi da casa, durante una passeggiata.

Poche ore dopo l’orrore era emerso: a uccidere Gabriel era stata lei che, torchiata dai carabinieri, aveva ammesso di aver compiuto il gesto perché il piccolo piangeva. Una manciata di ore dopo l’orrore era divenuto ancora più insostenibile: a finire in manette era stato anche il padre di Gabriel, Nicola, che dopo aver cercato di farsi fornire un alibi sulla sua assenza sul luogo ed al momento del crimine, era crollato ed aveva verbalizzato, per poi ritrattare, che era pesente anche lui al fatto.

Quello che è accaduto veramente

Ne era scaturito uno scenario agghiacciante ancorché presunto e ancora confuso: la coppia voleva appartarsi ma il piccolo piangeva e allora la madre, sotto gli occhi del padre fuori di sé per le intemperenze del bambino lo aveva strangolato, sotto gli occhi di Nicola che non aveva impedito il crimine.

Dopo gli interrogatori di garanzia e i primi profiling dei fermati, con Donatella reduce da numerosi ricoveri per disturbi della psiche e Nicola in uno stato di confusione palese e descritto da terzi come un violento recidivo, erano partite le istanze al Riesame per ottenere la scarcerazione dei due nelle more del procedimento che li riguarda. Stamane i giudici del Tribunale per le Libertà hanno detto di no; i due restano in carcere, lei a Roma e lui a Cassino, giusto nel giorno in cui gli inquirenti sono tornati sul luogo del delitto per nuovi rilievi. Con loro anche la criminologa Roberta Bruzzone, ingaggiata come perito di parte dal legale di Nicola Feroleto, l’avvocato Luigi D’Anna.

Redazione CiSiamo
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