Processo a Cosimo Di Lauro, ergastolo per l’attore principale della prima faida di Scampia

Il giudice ha deciso nel condannare Cosimo Di Lauro all'ergastolo. Al capo clan di Secondigliano è stato commutato il massimo della pena.

Processo a Cosimo Di Lauro, condannato all'ergastolo
Processo a Cosimo Di Lauro, condannato all'ergastolo

Prima faida di Scampia, ergastolo per Cosimo Di Lauro, 39enne boss di Secondigliano e “reggente operativo” del super clan durante la latitanza del padre, Paolo, detto “Ciruzzo o Milionario”. I giudici della Corte di Assise di Napoli hanno riconosciuto Cosimo colpevole di aver ordinato, il 2 settembre del 2004, il blitz mortale in cui venne ucciso l’uomo forte del clan rivale degli “scissionisti”, quel Mariano Nocera che teneva i contatti con la famiglia dello “spagnolo” Raffaele Abbinante.

La vicenda di Cosimo Di Lauro

Dopo quell’agguato mortale partì il duplice raid per uccidere Fulvio Montanino a Claudio Salierno. Da quel momento in poi e con il fuoco alle polveri scoppiò la faida secondiglianese fra i Di Lauro e i Pagano-Amato. L’impianto accusatorio dei Pm della Dda De Marco e D’Alessio ha trovato piena conferma procedurale nel “fine pena mai” emesso a carico del rampollo primogenito dell’ex magliaro di Via Cupa dell’Arco, che da titolare della Valent Srl era divenuto il boss forse più influente degli ultimi 30 anni nell’organigramma della camorra.

Cosimo Di Lauro era stato arrestato dai Carabinieri del Reparto provinciale di Napoli il 21 gennaio del 2005, pochi mesi prima che nella rete delle forze dell’ordine finisse anche il padre, dopo una lunga e defilatissima latitanza finita anche grazie ad un suo peccato di gola. Ghiotto di “pezzogna”, un pesce, il boss ne mangiava costantemente e gli inquirenti finirono con il pedinare fino la covo una donna che faceva la spesa per lui.

Redazione CiSiamo
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