Carceri “disumane”: accolto il ricorso di un detenuto

E' stato accolto il ricorso di un carcerto per avere uno sconto di pena a causa delle pessime condizioni di vita all'interno delle carceri, che determinerebbero condizioni contrarie al senso di umanità

condizioni carcere
E' stato accolto il ricorso di un carcerto per avere uno sconto di pena a causa delle pessime condizioni di vita all'interno delle carceri, che determinerebbero condizioni contrarie al senso di umanità

Le condizioni carcerarie disumane valgono uno sconto di pena. Sentenza storica della Cassazione che accoglie il ricorso di un detenuto che aveva denunciato con un compagno un regime carcerario “in condizioni degradanti” e che sulla scorta delle stesse aveva promosso un ricorso per avere uno sconto di pena.

I ricorsi accolti

Sarà il Giudice di Sorveglianza a recepire ora il disposto della Suprema e conformarsi ad esso. Quelle istanze erano state inizialmente rigettate ma la Prima sezione degli “Ermellini” presieduta da Francesco Bonito e con estensore Raffaello Magi ha accolto i ricorsi, facendo in un certo senso giurisprudenza attiva sullo spinoso tema.

Servizi carenti

“Senza il rispetto delle condizioni umane di dignità umana” i giorni scontati valgono di più, in buona sostanza, e chiedere di scontarne meno è un atto equo. Secondo AdnKronos e Caserta News, nel novero dei servizi carenti che qualificherebbero le condizioni “disumane” ci sarebbero “i servizi igienici a vista, senza la più piccola protezione tra le grate della cella e il water, tra il water e il resto della cella”.

Le carceri finite nel mirino

Sotto accusa per questa disposizione un filino barbareggiante erano finite le carceri di Fossombrone e Volterra. Ancora un discrimine giuridico: la mancanza di acqua potabile e la vicinanza alla discarica. In questo caso a finire nella buriana era stato il carcere di Santa Maria Capua Vetere, “dove la situazione di gravissimo disagio va avanti da oltre dieci anni con proteste. L’acqua manca per un problema alle condotte, che il comune deve adeguare. L’impianto Stir (tritovagliatura e imballaggio di rifiuti – ndaa) è proprio di fronte, e spesso i miasmi raggiungono anche il centro della città”.

Condizioni contrarie “al senso di umanità”

Uno stralcio della sentenza rammenta per tabulas come, ad esempio, vada ricordato che “anche nella ipotesi di spazio vitale ricompreso tra i 3 ed i 4 metri quadrati, l’esistenza di gravi carenze nella offerta di servizi essenziali può determinare un trattamento contrario al senso di umanità. Nel caso dell’attuale ricorrente, in particolare, era stata dedotta la inadeguatezza della offerta trattamentale in virtù della prolungata carenza di acqua potabile nelle celle del reparto ove il soggetto era ristretto, unita a fattori ambientali pregiudizievoli per l’igiene e la salute (vicinanza del reparto ad una discarica di rifiuti – ndaa). Si tratta di aspetti di indubbia rilevanza”.

Redazione CiSiamo
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