Colpo di Stato in Venezuela, Maduro: “Il golpe è fallito”

Colpo di Stato in Venezuela, l'autoproclamato Presidente Guaidò chiama alle ami il popolo per rovesciare il regime di Nicolas Maduro

Juan Guaidò
Crisi in Venezuela: è guerra tra gli ambasciatori di Nicolas Maduro e di Juan Guaidò a colpi di dossier e accuse di frode

Ormai non sfugge a nessuno che il Venezuela è sull’orlo di una guerra civile. L’autoproclamato Presidente Juan Guaidò è riconosciuto da circa 50 Paesi, ma ora cerca il colpo di Stato. Così ieri ha pubblicato un video, in cui si vede Guaidò stesso in una base militare a Caracas circondato da militari, e chiede la rivolta armata.

La risposta di Nicolas Maduro

Ma Nicolas Maduro tiene duro, e rassicura sul fatto ch il “tentativo di golpe in corso” avrà vita breve, perché “lo stiamo sventando”.

Il Governo, attraverso le parole del Ministro delle Comunicazioni Jorge Rodriguez parla di “un piccolo gruppo di soldati traditori”, che “nella zona di Altamira per promuovere un colpo di stato contro la Costituzione e la pace della Repubblica”.

La situazione in Venezuela

E in effetti, nelle ultime ore la situazione si è fatta via via più grave. Stando ai media locali, infatti, i feriti negli scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti sarebbero almeno una cinquantina.

I blindati sulla folla

Tre blindati dell’esercito venezuelano sono piombati sui manifestanti, lanciandosi a tutta velocità sulla folla per poi fermarsi improvvisamente a pochi metri dalla gente. Immagini della Bbc mostrano un corpo a terra, dopo che un altro dei tre veicoli sfreccia nella folla.

#OperaciònLibertad

Nelle strade del Paese però continua a radunarsi la gente, galvanizzata dalle parole di Guaidò: “Il Primo maggio è cominciato oggi, è cominciata la fase finale della fine dell’usurpazione”. Guaidò ha chiesto che la popolazione costringa Maduro a lasciare il governo: “Il momento è adesso, mobilitiamoci tutti, è ora di riconquistare la democrazia e la libertà. Le Forze armate sono chiaramente schierate dalla parte del popolo, dal lato della Costituzione”. E Guaidò lancia gli hashtag:#OperaciónLibertad e #ConTodoPaLaCalle

La preoccupazione a livello internazionale

A livello internazionale l’allerta è alta. Donald Trump appoggia dichiaratamente Guaidò, e su Twitter scrive: “Siamo con il popolo del Venezuela”. Gli fa eco un durissimo messaggio del consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton rivolto alle forze fedeli a Maduro: “Accettate l’amnistia del Presidente ad interim Guaido, proteggete la Costituzione e rimuovete Maduro. Restate con Maduro e affondate con la nave”.

Necessarie elezioni anticipate per la Spagna, che dichiara di non appoggiare il golpe. Così come per l’Italia, che attraverso le parole del Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi dichiara: “Condividiamo le giuste aspirazioni del popolo venezuelano alla democrazia, siamo contro le dittature e reiteriamo la richiesta di nuove elezioni presidenziali” . Anche la Germania, dal canto suo, auspica una soluzione pacifica.

Dello stesso avviso anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres che esorta “tutte le parti a evitare di ricorrere alla violenza”. Mentre una dura condanna arriva dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan.