Processo per l’omicidio di Pamela Mastropietro: la Corte rifiuta la perizia richiesta da Oseghale

La Corte d'Assise ha respinto oggi la richiesta dei legali di Oseghale di una nuova perizia sui resti di Pamela Mastropietro, fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018

Pamela Mastropietro
La Corte d'Assise ha respinto oggi la richiesta dei legali di Oseghale di una nuova perizia sui resti di Pamela Mastropietro, fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018

La difesa del maggiore imputato nel processo per la morte di Pamela Mastropietro, Innocent Oseghale aveva richiesto una nuova perizia. Ma questa mattina la Corte d’Assise ha rigettato la richiesta di nuovi accertamenti sui campioni relativi alle ferite riscontrate sui resti della giovane, fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018. In particolare, avrebbero dovuto essere sotto esame due lesioni al fegato, che secondo la difesa potrebbero essere state inferte post mortem e non mentre Pamela era ancora in vita.

Le motivazioni della Corte

La Corte d’Assise ha decretato che la nuova perizia, meramente esplorativa, non si farà, perché, come fa sapere l’AdnKronos, “c’è stata un’ampia istruttoria” ed è stata “acquisita tutta la documentazione pertinente”.

Il ruolo di Vincenzo Marino nel processo

Inoltre la Corte ha anche disposto l’acquisizione al fascicolo dibattimentale di documentazionerelativa al teste Vincenzo Marino, collaboratore di giustizia. Si tratterebbe della richiesta di Marino, ascoltato in aula sulle confessioni raccolte da Oseghale quando era rinchiuso nel suo stesso carcere, alla Direzione distrettuale antimafia per avere il nulla osta alla revoca del divieto di incontro in carcere, del relativo nulla osta e di documentazione clinica che attesterebbe un infortunio avuto sul lavoro dallo stesso Marino mentre lavorava in carcere.

Il commento dei legali della famiglia di Pamela

Era quello che ci aspettavamo” ha commentato l’avvocato Marco Valerio Verni, che rappresenta la famiglia di Pamela. E spiega, come riporta l’AdnKronos: “Secondo noi l’istruttoria dibattimentale era stata più che sufficiente a togliere alcuni dubbi” e “ad escludere la morte di Pamela per overdose, a confermare la morte per le coltellate”.

Verni ha poi ricordato che la famiglia non si era opposta alla nuova perizia, perché “consapevoli della bontà del lavoro peritale svolto”. “Il Presidente della Corte ha anche affermato che a prescindere dalla richiesta della difesa, la Corte stessa avrebbe potuto disporre una perizia di ufficio: non avendola disposta riteniamo non abbia dubbi in merito“, ha dichiarato Verni.

Quanto a Marino, “siamo soddisfatti dell’acquisizione della documentazione relativa al teste” ha commentato il Verni. Infatti così si dimostra che “Marino aveva libertà di movimento e poteva quindi benissimo parlare con Oseghale tutte le volte che ci fosse l’occasione”, respingendo l’ipotesi avanzata da alcuni teste dell’accusa secondo cui Marino non aveva la possibilità di incontrare Oseghale, e la sua testimonianza era quindi poco attendibile.

I legali di Oseghale

“Io credo che all’esito della audizione dei consulenti delle parti sia emerso il dubbio in merito alle cause della morte tanto che la Procura aveva avallato inizialmente la richiesta di una superperizia, addirittura formulando un autonomo quesito. Questo rende evidente che la causa della morte non è stata accertata in maniera certa” ha commentato l’avvocato Simone Matraxia, uno dei legali di Oseghale. Ma la decisione della corte non ha comunque stupito gli avvocati di Oseghale. E infatti, l’avvocato Umberto Gramezi, che difende Oseghale insieme a Matraxia, ha confermato che era una decisione nell’aria”. Eppure per Gramenzi la decisione di oggi “lascia spazio alla difesa anche per il proseguo”.

La prossima udienza

La prossima udienza del processo è stata fissata per l’8 maggio. In questa sede è prevista la discussione del procuratore e delle parti civili. Il 15 maggio toccherà alla discussione della difesa. Il 29 maggio, secondo il calendario stabilito, si terranno le eventuali repliche e la camera di consiglio per la sentenza.

Redazione CiSiamo
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