Strage di San Marco in Lamis, resa dei conti in aula

Al via il processo per la strage di San Marco in Lamis, il quadruplice omicidio della mafia Garganica che avvenne il 9 agosto del 2017.

Strage di San Marco in Lamis
Strage di San Marco in Lamis

Al via il processo per la strage di San Marco in Lamis, il quadruplice omicidio della mafia Garganica che avvenne il 9 agosto del 2017. Si procederà con la formula del giudizio immediato per Giovanni Caterino, il 38enne di Manfredonia che avrebbe fatto parte del commando, mentre il 10 giugno prossimo si aprirà la Corte di Assise per gli altri imputati.

Strage di San Marco in Lamis

A essere uccisi in quella strage che riportò in tragico auge il potenziale della mafia del Gargano furono Mario Romito, il boss appena uscito dal carcere, Matteo Di Palma, suo cognato e autista e due vittime innocenti che si trovano lungo la traiettoria dei proietti dei killer, i contadini Aurelio e Luigi Luciani. Non si era mai saputo se la coppia venne scambiata per guardaspalle del boss o se semplicemente si trovarono nel posto sbagliato e al momento sbagliato.

Caterino sarebbe stato colui che pedinò Romito sia nei giorni precedenti al sanguinoso blitz che nelle specifiche circostanze della sua uccisione. Il Gup di Bari Marco Galesi lo indica come una quinta colonna del clan “montanaro” Miucci-Li Bergolis, gli storici rivali dei Romito. A carico del mafioso pugliese anche l’accusa di aver fatto materialmente parte del commando e di aver avuto nella sua disponibilità le armi utilizzate per quel bagno di sangue, un AK Kalashnikov M86 di provenienza albanese, un fucile calibro 12 e una Beretta 9×21 con matricola abrasa.

Redazione CiSiamo
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