Carabiniere ucciso a Foggia, chi era Vincenzo Di Gennaro

Violenta sparatoria a Foggia, a Cagnano Varano, intorno alle 10 di questa mattina, sabato 13 aprile. Lo scontro a fuoco ha portato alla morte di un carabiniere.

Traffico di beni archeologici

Violenta sparatoria in provincia di Foggia, a Cagnano Varano, intorno alle 10 di questa mattina, sabato 13 aprile. I colpi esplosi hanno portato alla morte di un carabiniere mentre un suo collega è invece rimasto ferito. Inutili i tentativi dei medici del 118, intervenuti sul posto.

Chi era la vittima

L’uomo deceduto aveva 46 anni e si chiamava Vincenzo Carlo Di Gennaro: non era sposato e non aveva figli. Il militare ferito è Pasquale Casertano, anch’egli celibe. Quest’ultimo è stato ferito al braccio e all’addome ma per fortuna non è in pericolo di vita. Di Gennaro stava organizzando i preparativi per le nozze: a raccontarlo sono stati alcuni colleghi dell’Arma. Il 46enne aveva una relazione con una donna di San Severo insieme alla quale stava decidendo la data del loro “SÌ”. Persona attiva nel mondo del volontariato, da sempre devoto a San Pio da Pietrelcina.

Sparatoria a Foggia, muore carabiniere

La sparatoria, stando alle informazioni raccolte, è avvenuta nei pressi di un posto di blocco vicino alla piazza centrale del paese. Una pattuglia dei Carabinieri ha fermato un’auto con a bordo il pregiudicato Giuseppe Papantuono. L’uomo, però, non si è fermato e ha quindi deciso di fare fuoco. I colpi esplosi hanno colpito entrambi i militari a distanza piuttosto ravvicinata. In seguito, nonostante il tentativo di fuga, è stato bloccato e immobilizzato da altri esponenti delle forze dell’ordine. Dalle indagini è emerso che la persona fermata avesse avuto dei precedenti penali per reati legati alle sostanze stupefacenti. Papantuono fu fermato nel 2017 per aver accoltellato una persona al termine di una lite.

L’uomo è stato successivamente condotto in caserma dai militari della Stazione di Cagnano Varano e della Compagnia di Vico del Gargano. L’altro carabiniere, ferito a un braccio, è in condizioni che non destano preoccupazione.

Il precedente di qualche giorno fa

Secondo fonti investigative, citate dall’AdnKronos, l’uomo avrebbe minacciato i militari dieci giorni fa in seguito a una perquisizione. Tutto questo, infatti, potrebbe spiegare il movente dell’azione perpretata ai danni dei Carabinieri.

Carabiniere ucciso a Foggia, i messaggi di cordoglio

Diversi esponenti politici e non solo hanno manifestato la propria vicinanza per la vicenda accaduta in Puglia. Un episodio che ha scosso non solo un piccolo borgo.

Il Premier Giuseppe Conte

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha chiesto un minuto di silenzio durante l’intervento per l’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di Bari. «Purtroppo oggi – dichiara il Premier – è una giornata di lutto perché abbiamo perso un uomo delle Istituzioni, dell’Arma, il maresciallo maggiore Di Gennaro».

Le parole di Matteo Salvini

Sulla vicenda è intervenuto il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Una preghiera per Vincenzo, un pensiero alla sua famiglia e ai suoi colleghi, il mio impegno perché questo assassino non esca più di galera e perché le Forze dell’Ordine lavorino sempre più sicure, protette e rispettate».

Il cordoglio di Luigi Di Maio

Il Vicepremier Luigi Di Maio ha commentato mediante il proprio profilo Facebook. «Questa mattina un criminale ha estratto una pistola – dichiara Di Maio – e ha sparato contro due nostri Carabinieri. Uno di loro, un maresciallo, è deceduto; l’altro è rimasto ferito ed è in ospedale. Il mio cordoglio, la mia vicinanza alla famiglia e ai cari dei due militari. Questo omicidio non ha colpito non ha colpito solo due servitori dello Stato, ma l’intero Stato. Chi tocca un Carabiniere tocca lo Stato, tocca ognuno di noi. Ora basta, ci sarà una reazione».

Il messaggio del comandante dell’Arma

Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, ha commentato all’AdnKronos ciò che è accaduto a Cagnano Varano. «Vincenzo è un’altra vittima tra i militari che ottemperano al loro giuramento e svolgono il loro dovere per la tutela della legalità e la sicurezza dei cittadini».