Tornano papà e mamma all’anagrafe a scacciare i “sessi inventati”

Con buona pace delle tante Boldrini, Camusso e Cirinnà "ex-donne di casta", che in nome di un falso progressismo civile devastano femminilità, utero e amore materno

Tornano madre e padre
Tornano madre e padre

In nome della socializzazione di pensiero e dei diritti, acquisiti dalle minoranze “diverse”, accettate nel mondo dalla società contemporanea ipertollerante, hanno cominciato i Francesi, rivoluzionari noti, a ghigliottinare i genitori, sostituiti da numeri, come si faceva nei campi nazisti e si fa ancora nelle carceri. Quelle minoranze oggi non hanno opposizione, ma non possono divenire soverchianti, e pretendere d’avere maggiore attenzione rispetto e considerazione di altre differenti comunità e gruppi sociali, magari attaccate a un passato di abitudini e tradizioni secolari, con pari diritti di cittadinanza e volontà di esprimere un pensiero diverso, anch’esso aperto libero e a volte provocante.

I recenti incontri nel Congresso della Famiglia, dovrebbero essere esempi di dialogo e dibattito per potersi confrontare, evidenziare i problemi dello stare insieme nel mondo che va avanti, ad esprimere pareri, dati, problemi e proposte, forse soluzioni, se il contraddittorio permettesse interventi senza estremismi, senza verità rivelate, assolute opportunistiche e di parte, di esasperato pervicace fanatismo ideologico. Pare invece non abbia volontà di recepire il senso e la volontà di riprendere il cammino abituale e “naturale” di mamme e di babbi, il Garante della privacy, in nome di una incerta difesa personale, peraltro quotidianamente lesa e attaccata sulla rete, che dovrebbe far intervenire i suoi uffici, invece distratti e rivolti altrove.

L’Amore, quel sentimento profondo di sentimenti e sensibilità acuta dolce e accogliente, coinvolge attrae e sospinge, incontrastabile, in due, in coppia. Ci si può incontrare improvvisamente, o nell’abitudine del tempo veder insorgere quel sentimento, desiderato nello spirito e nella mente, che s’accende e illumina i sensi, con l’affetto che cresce, e il desiderio di unione. Anche a volte tra maschi, o femmine, sempre uomini e donne. Ma la famiglia è “più”: la famiglia è padre-madre, e figli. In una unione, in una vera “casa” dove gli affetti si incrociano, unendo le volontà e i rapporti in un groviglio positivo di scambi e confidenza, con la trasmissione delle conoscenze dei “grandi” ai piccoli, i saperi genitoriali ai bambini che cresceranno e saranno domani anche loro uomini e donne, con le scoperte infantili a sorprendere e stupire gli adulti in un coacervo vitale e produttivo di ulteriore confidenza e sentimenti d’affetto, d’attaccamento e valorizzazione dello stare insieme in quella costruita comunità familiare di relazioni e calore, che sono “più” dell’amore.

Lo sanno bene anche i gay, che insieme non possono procreare, e i figli se li vanno a cercare col denaro e le complicità comprate, creando in ogni caso un bambino anche lui “diverso” dagli altri bambini, a casa e a scuola, con i compagni, con gli insegnanti, con gli amici, nel gioco, nello sport, nella vita: lui, o lei, non ha la mamma senza essere in lutto, ha due, soli e diversi, papà.

E anche le coppie femminili, che potrebbero, hanno problemi. Ma per avere il bambino, se già non c’era da prima, da una mamma sola, devono trovare complicità e hanno bisogno comunque di un intervento della parte di cielo tenuta lontana, che si presti all’occasione e permetta la desiderata conclusione materna.

L’incedere dell’umanità, e della civiltà moderna, avanza: “progressista”. Qualche dubbio, no?

Redazione CiSiamo
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