Testimoni di giustizia, scontro fra 5 Stelle: la deputata Aiello critica l’operato di Gaetti

Scontro fra esponente del Movimento 5 Stelle in merito alla questione dei testimoni di giustizia. Piero Aiello ha commentato alcune situazioni.

Piera Aiello, parole dure al Sottosegretario agli Interni Luigi Gaetti in merito alla questione testimoni di giustizia
Piera Aiello, parole dure al Sottosegretario agli Interni Luigi Gaetti in merito alla questione testimoni di giustizia

Piera Aiello, ex testimone di giustizia e attuale deputata del Movimento 5 Stelle, attacca il Sottosegretario all’Interno Luigi Gaetti con il quale condivide l’appartenenza politica. «Sono veramente delusa dal comportamento di Gaetti – dichiara Piera Aiello -. Aveva promesso alcune cose che, però, non si sono mai realizzate. Devo dirlo apertamente: sono molto amareggiata. Non ha fatto quello che aveva promesso in merito alla questione dei testimoni di giustizia».

Chi è Piera Aiello

L’Associazione dei Testimoni ha accusato Gaetti di aver fatto soltanto delle «presunte aperture in favore dei testimoni di giustizia». Il marito di Piera Aiello, Nicolò Atria è il figlio del boss Vito Atria. Quest’ultimo fu ucciso il 24 giugno 1991 davanti sua moglie che denunciò il tutto. Da qui partì un processo di collaborazione con la Polizia e la Magistratura. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la cognata, Rita Atria, che collaborò con Paolo Borsellino ma si suicidò dopo lo strage di via d’Amelio.

«Il servizio di protezione è da rivedere, magari con l’introduzione di persone più qualificate. La mia preoccupazione – spiega Aiello – è per la sicurezza prima di tutto e poi il resto».

Non è l’unico caso

Anche Ignazio Cutrò, imprenditore che ha denunciato i propri estorsori, analizza il problema. L’uomo non è più sotto scorta da qualche tempo. «Chiediamo al Ministro Salvini di intervenire in merito alla vicenda riguardante il Sottosegretario Luigi Gaetti affinché assuma comportamenti idonei per la sicurezza e per i diritti dei testimoni di giustizia».

Il commento di Gaetti

A tal proposito, secondo quanto scritto su “il Fatto Quotidiano”, è intervenuto anche Luigi Gaetti. «In merito al mio impegno posso dire che mi sono reso conto, fin da subito, delle difficoltà di alcune di queste persone, che hanno solo fatto il loro dovere di cittadini. I testimoni di giustizia sono stati circa 300 dal 1991, 250 quelli già usciti dal programma; 49 lavorano per lo Stato. Nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri quattro».

«Siamo totalmente dalla parte dei testimoni di giustizia e certe affermazioni – continua Gaetti – sono lesive dell’impegno dello Stato verso queste preziose figure: diamo loro mensilmente un assegno, paghiamo l’alloggio, le spese sanitarie e l’assistenza legale e, all’occorrenza, le spese scolastiche e universitarie. Per farlo ripartire con la sua attività lavorativa è previsto l’affiancamento di una figura professionale, un tutor, che fornisca tutto il supporto necessario lungo l’iter che lo riguarda, perché durante i colloqui ci siamo resi conto che i testimoni di giustizia non sempre hanno saputo utilizzare i fondi ricevuti dallo Stato».