Yara Gambirasio, la difesa di Bossetti: “Ci sono nuovi elementi”

Secondo il consulente tecnico della difesa potrebbero esserci nuovi elementi per riaprire il caso sull'omicidio di Yara Gambirasio, avvenuto nel novembre del 2010

Yara Gambirasio (Facebook)
Secondo il consulente tecnico della difesa potrebbero esserci nuovi elementi per riaprire il caso sull'omicidio di Yara Gambirasio, avvenuto nel novembre del 2010

Potrebbero esserci nuovi elementi sul caso di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa a Brembate di Sopra nel 2010. Ad annunciarlo è Ezio Denti, consulente tecnico della difesa di Massimo Bossetti. Il 24.it riferisce infatti che Denti avrebbe annunciato di avere nuove prove per riaprire il caso.

Per un processo di revisione serve qualcosa di forte, fortissimo. Non posso entrare nei dettagli ma crediamo di avere elementi sufficientemente forti per poter riaprire il caso, ne sono più che convinto”, avrebbe detto il consulente. “Mi mancano ancora dei tasselli importanti ma se riuscirò ad incastrarli allora ne vedremo delle belle“.

L’omicidio

La ragazzina scomparve il 26 novembre del 2010 a Brembate di Sopra, ma il suo corpo fu ritrovato solo alcuni mesi dopo, il 26 febbraio 2011, a 10 km da Brembate.

Yara era uscita dalla palestra dove si allenava alle 18.44, ma solo pochi minuti dopo, alle 18.49, il suo cellulare aveva agganciato una cella di Mapello. Il corpo, al momento del ritrovamento, mostrava segni di percosse con una spranga e ferite da arma da taglio. Tuttavia, ricorda ancora Il 24.it, nessuna di queste le fu fatale: morì solo dopo, per il freddo e la gravità delle lesioni.

Il Dna

Sui vestiti di Yara venne ritrovato il Dna di uno sconosciuto, denominato “Ignoto 1”, che nel 2014 venne però collegato a Massimo Giuseppe Bossetti, un muratore di Mapello. Il quale fu subito arrestato, grazie anche ai video di sorveglianza che avevano ripreso più volte il suo furgone davanti alla palestra di Yara.

La condanna

Per questo Bossetti venne condannato all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate. Molti gli indizi a suo carico, tanto che il giudice non ha dubbi. Tra le prove più schiaccianti c’è ovviamente la prova del Dna. Ma Bossetti, in tutti questi anni, ha continuato a dichiararsi innocente, e il suo legale Claudio Salvagno ha annunciato che ricorreranno alla Cote europea dei diritti dell’Uomo.

Redazione CiSiamo
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