Nozze trash a Napoli, tra i musicisti 5 agenti della Banda della Polizia Penitenziaria

Al controverso matrimonio tra il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli, vedova del boss di camorra Gaetano Marino, avrebbero partecipato 5 musicisti della Banda della Polizia Penitenziaia. Quest'episodio conferma quello che noi di CiSiamo.info abbiamo già avuto modo di denunciare in passato: la banda della Polizia Penitenziaria sembra essere completamente allo sbando.

Nozze trash a Napoli
Il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli, peraltro vedova del boss di camorra Gaetano Marino.

Il controverso matrimonio tra il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli, peraltro vedova del boss di camorra Gaetano Marino, si arricchisce di un altro tassello a dir poco inquietante. Ben cinque ispettori della Banda della Polizia Penitenziaria hanno suonato alle folcloristiche nozze.

Nozze trash a Napoli con la Banda della Polizia Penitenziaria

Il matrimonio è stato celebrato in maniera principesca. Un festoso corteo nuziale, con tanto di carrozza bianca trainata da cavalli, aveva bloccato il traffico lungo corso Secondigliano. Poi la festa, con i cinque ispettori che hanno suonato per la vedova del boss e per il suo novello sposo. I 5 agenti della Polizia Penitenziaria sono stati riconosciuti nelle immagini e nei numerosi video girati anche dai cittadini e finiti sul web, dove in pochissimo tempo sono diventati virali.

La risposta da parte del Dap è arrivata subito. Dopo gli accertamenti di rito è stato emesso un provvedimento di sospensione cautelativo nei confronti dei cinque, chiamati per suonare la tromba, lasciando al contempo orfana la banda musicale del loro prezioso contributo.

Una banda allo sbando

Banda Polizia Penitenziaria
La Banda della Polizia Penitenziaria durante un concerto.

Quest’ulteriore episodio conferma quello che noi di CiSiamo.info abbiamo già avuto modo di denunciare in passato: la banda della Polizia Penitenziaria sembra essere completamente allo sbando, a causa di una evidente malagestione.

I cinque ispettori hanno, infatti, potuto partecipare a quel controverso matrimonio, perché – come ha denunciato l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria a CiSiamo.infola banda risulta, di fatto, da anni sprovvista di una dirigenza.

Una situazione di totale anarchia – aveva spiegato il Sindacato – dovuta alla “assenza del Maestro Fausto Remini, in servizio per circa due anni presso il Centro Amministrativo sito in Roma e successivamente presso l’Istituto Superiore Studi Penitenziari in Roma, senza espletare le mansioni per cui è stato assunto (vedasi autorizzazioni dei superiori uffici), nonché la scarsa presenza da parte del Vice Maestro Filippo Cangiamila.

Quest’ultimo, a quanto si apprende, sarebbe da poco transitato nella Banda dell’Esercito, con funzioni di Direttore. E la speranza di molti è che ora non si venga a creare anche lì una situazione simile, se non peggiore, a quella che c’è attualmente nella Polizia Penitenziaria.

Intanto, però, la Banda della Polizia Penitenziaria resta orfana dell’unico, seppur poco efficiente, secondo quanto denunciato dai bandisti, punto di riferimento che aveva in sede e, a questo punto, ci si chiede se non sarebbe il caso – vista l’evidente malagestione – di scioglierla e far confluire i musicisti in un’altra banda. Magari non quella dell’Esercito, se sarà Cangiamila a dirigerla, altrimenti il rischio di un’altra banda allo sbando si farebbe troppo elevato.

Richiesta

Abbiamo ricevuto una richiesta da parte dell’ Avv. Tina Apicella di Minori in provincia di Salerno,
procuratrice dell’ sig. Cangiamila Filippo, per poter dare una risposta agli articoli pubblicati dal nostro portale online e la pubblichiamo.

Il giornalista riporta nuovamente la nota sindacale utilizzata nel secondo articolo del 05/02/2019, continuando ad omettere la vetustà ed irrilevanza della presunta notizia, risalente a ben due anni prima. Prescindendo dalle considerazioni di altro genere che l’autore svolge di seguito al proprio articolo, tutte assai generiche e certamente preconcette,mi è d’uopo rilevare che – a parte le macroscopiche inesattezze nella ricostruzione dei contesti lavorativi, in quanto il mio assistito Cangiamila all’epoca dei fati non apparteneva all’Amministrazione Penitenziaria (tutti elementi che denotano la totale assenza di qualsivoglia conoscenza dei fatti da parte dell’autore) – le affermazioni contenute in calce all’articolo offendono, ed hanno offeso, i sentimenti del mio assistito ed il lavoro svolto dal Ministero nella ardua individuazione del candidato migliore nel ricoprire il ruolo di direttore della banda di un corpo militare.

Le responsabilità dei 5 agenti, qualora venisse accertata nelle opportune sedi giudiziarie, non possono per osmosi identificarsi in pretesa responsabilità di cangiamila, al sol fine di adebitargli anche eventi a lui totalmente estranei, ed accostando il suo nome e la sua persona a notizie “trash” e di dubbia moralità. Inoltre il parametro dell’efficenza del sig. Cangiamila non può essere certamente effettuato senza contraddittorio da un giornalista solo sulla scorta di una nota sindacale chiaramente travisata , e strumentalizzata per lanciare anche inconferenti ed illegittimi vaticini nefasti sul futuro di un’altra banda , in quanto si realizza una offesa gratuita e diffamatoria.

Redazione CiSiamo
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