Torre Maura a Roma, al via i trasferimenti dei rom: gli abitanti applaudono

Un vero e proprio sit-in con l'intento di far andare via i rom appena giunti nel centro di accoglienza del quartiere: arriva la decisione del Campidoglio.

Protesta a Torre Maura (Roma)
Protesta a Torre Maura (Roma)

Cresce la tensione nel quartiere Torre Maura situato nella periferia ovest di Roma. Dopo la rivolta di ieri, con l’attacco a un addetto del centro di accoglienza che stava portando del pane a decine di persone di etnia rom, sono stati incendiati dei cassonetti. Il presidio, formato da un centinaio di persone, ha bloccato via dei Codirossoni: sul posto anche il personale di Polizia. Durante la protesta l’uomo è stato aggredito dalla folla che gli ha urlato «fate schifo, gli portate pure da mangiare. Devono morire di fame».

Dopo le proteste la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine. I reati ipotizzati sono danneggiamento e minacce aggravate dall’odio razziale. I pm attendono una prima informativa delle forze dell’ordine sui fatti.

La decisione del Campidoglio

Dopo le proteste nel quartiere Torre Maura, il Campidoglio ha deciso di trasferire le persone in altri centri di accoglienza della capitale. «In merito al trasferimento di circa 60 persone dalla struttura di via Toraldo a quella di via Codirossoni, l’Ufficio speciale Rom Sinti e Camminanti – informa il Campidoglio – ha deciso di ricollocare le persone presenti nella struttura presso altri centri d’accoglienza per persone fragili su tutto il territorio romano».

Gli episodi che preoccupano il quartiere

I residenti di Torre Maura denunciano una situazione insostenibile, con 15 dei 49 Sprar su tutta Roma proprio nel VI municipio. Era il 16 gennaio scorso quando 118 e 112 intervennero al centro di accoglienza tra via Paolo Savi e via dei Codirossoni per una rissa tra extracomunitari all’interno del centro. Si picchiarono con tazze e bottiglie di vetro rotte. Un uomo finì in ospedale con una ferita lacero contusa al cranio.

Quella di ieri, per chi vive nel quartiere, è stata il culmine di una violenza dettata dall’esasperazione: «La notte scorsa è venuto qui il capo di Gabinetto, Castiglione, spiegandoci che nella prima mattina di oggi avrebbero portato via i rom. Non abbiamo dormito, presidiamo», spiega uno dei tanti residenti di Torre Maura.

Le testimonianze dei residenti

«Ai pochi extracomunitari che ancora sono nella struttura, un tempo polo fisioterapico funzionante, si sono aggiunti almeno 75 rom. Che stanno ancora qui, anzi li abbiamo visti a fare colazione», dicono i residenti. «Noi restiamo qui, ci siamo dati il cambio con chi ha fatto la notte. Finché non li mandano via non molliamo. Gli hanno dato 7 giorni di tempo per andarsene, aspettiamo», confermano. «Finché resta in piedi, questa struttura sarà per noi sempre un problema. Dentro è uno schifo adesso, e pensare che è stata una casa degli studenti e poi una struttura ospedaliera che aiutava chi aveva problemi. Adesso hanno trovato il modo di farci i soldi, mettendoci gli extracomunitari prima e i rom poi», spiegano, esasperati

La protesta dei cittadini di Torre Maura

Protesta a Torre Maura
Protesta a Torre Maura

All’uomo aggredito sono caduti decine di panini per terra. Il cibo è stato calpestato dai manifestanti per evitare che venisse raccolto e dato alle persone di etnia rom. Sul posto, viste le fiamme, sono intervenuti i Vigili del Fuoco. La decisione, relativa al trasferimento dei rom nel quartiere, è stata disposta dal Campidoglio che ha vinto un bando europeo per adeguarlo come struttura di accoglienza. Lo stabile, infatti, è risultato più agibile e funzionale rispetto a quella di via Toraldo (zona Torre Angela).

Iniziati i primi trasferimenti

I primi trasferimenti sono intanto cominciati. «Abbiamo vinto. Qui a Torre Maura i nomadi non devono più mettere piede», è stato detto dai manifestanti ai megafoni. I residenti della zona hanno applaudito.

Qualche residente si è però spinto oltre, urlando: «Scimmia, te ne devi andare. Esci fuori che ti ammazzo.»Un altro ha aggiunto: «Dobbiamo bruciarli vivi».

Tra gli applausi e gli insulti è esplosa anche una bomba carta sul retro della struttura, in via Paolo Savi. I residenti sono fiancheggiati dai rappresentanti di Casapound e Forza Nuova contro gli ospiti affacciati alle finestre.



Redazione CiSiamo
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