Possibili infiltrazioni dei casalesi negli appalti Rfi, perquisizioni a tappeto

Appalti ferroviari, camorra casalese e infiltrazioni nei gangli decisionali di Rfi, la Procura di Napoli ha disposto la perquisizione e l'acquisizione di materiale probatorio.

Infiltrazioni dei casalesi
Infiltrazioni dei casalesi

Appalti ferroviari, camorra casalese e infiltrazioni nei gangli decisionali di Rfi, la Procura di Napoli ha disposto la perquisizione e l’acquisizione di materiale probatorio negli uffici romani di Rete Ferroviaria Italiana e in quelli napoletani e casertani di un gruppo di imprenditori su cui grava il sospetto di aver fatto affari loschi con i “malommi” del gruppo Schiavone.

Infiltrazioni dei casalesi

Premessa: l’indagine in corso, che ha previsto perquisizioni a tappeto e attenzione nei confronti di almeno venti persone, è alla sua fase preliminarissima; quello che si sta valutando è un profilo penale delicatissimo ma in una fase di procedura che esige cautele massime.

A disporre i sequestri due nomi storici del’antimafia, i sostituti Antonello Ardituro e Graziella Arlomede, magistrati cauti ma tignosi come pochi nello stanare condotte illegali a trazione associativa. A coordinarli l’aggiunto napoletano Luigi Frunzio, mastino delle indagini sui rifiuti. Operanti con mansioni di PG i Carabinieri partenopei.

Cardine dell’indagine è quel Nicola Schiavone che era uscito indenne dal maxi processo Spartacus. E’ imprenditore di successo, opera a Napoli ed è padrino, nel senso di tutore di battesimo e senza alcun legame concettuale con l’oggetto delle verifiche di oggi, di un altro Nicola Schiavone, quello “junior” che è figlio di Francesco, il capo storico dei Casalesi. A seguire sono finiti al centro delle verifiche Massimo Iorani, capo della Direzione Acquisti di Rfi, Giuseppe Russo, dirigente del comparto napoletano dei trasporti e Paolo Grassi, ingegnere di produzione che ha in mano gli appalti.

Ipotesi di reato

Si procede per turbativa d’asta e per ipotesi di reato, che però sono in via di profilazione, per corruzione, ma lo si sta facendo solo per mezzo delle acquisizioni di eventuali fonti di prova che possano dare polpa procedurale a quella che è e resta una mera ipotesi in verifica giudiziaria.

La nota di Rfi in merito all’accaduto denota serenità e promette collaborazione, pur non escludendo che, in un eventuale prosieguo che desse sugo all’indagine, potrebbe divenire parte in un eventuale procedimento per ora lontano anni luce: “In relazione alle notizie riportate oggi dai media circa le indagini della Procura di Napoli, Rete Ferroviaria Italiana garantisce la piena collaborazione per lo svolgimento dei necessari accertamenti da parte degli inquirenti e conferma la propria fiducia nell’autorità giudiziaria. In base agli sviluppi delle indagini, RFI valuterà eventuali azioni a propria tutela”.

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