Il film “La Casalese-operazione spartacus” di Angelo Bardellino presentato nonostante il divieto del Viminale

Il Viminale aveva dato lo stop alla presentazione del film di Angelo Bardellino sulla Camorra, ma la presentazione si è tenuta lo stesso, non a Formia ma a Gaeta

Film sulla camorra
Il Viminale aveva dato lo stop alla presentazione del film di Angelo Bardellino sulla Camorra, ma la presentazione si è tenuta lo stesso, non a Formia ma a Gaeta


Al grido di “Né con la camorra, né con lo Stato” hanno vinto quelli che, delle offese allo Stato, ne hanno fatto icona in un film. Produzione e cast del controverso film “La Casalese, Operazione Spartacus” danno Scacco matto allo Stato. Dopo il divieto della Prefettura a presentare la pellicola in un locale del Pontino dove il ricordo del clan camorristico dei Bardellino, alla cui famiglia appartiene il produttore pregiudicato della pellicola è ancora troppo forte, cast e staff intero hanno comunque tenuto la serata ma in un altro locale… sempre nel Pontino.

Presentazione spostata a Gaeta

La presentazione si è svolta in un clima semi secretato, senza pubblicità e appena in tempo prima che la Polizia intervenisse a schedare i presenti. Da Spigno Saturnia a Gaeta ci sono a malapena otto chilometri, declinati dalla SR 630 e da un tratto di litoranea. Tanti per eludere il divieto che le autorità preposte avevano dato alla presentazione del film-libro in questione, opera di Antonella D’Agostino, ex moglie di Renato Vallanzasca che, assieme al produttore Angelo Bardellino, aveva collezionato censimenti in caselle penali per reati legati alla camorra, reati veri, non fiction.

Una vera sfida

In merito all’opportunità di presentare l’opera in un comune che aveva visto le gesta vere dei Bardellino macchiare la terra di sangue si era levato il grido di protesta di poltica, società civile e media, in primis dell’associazione antimafia “Antonino Caponnetto” guidata da anni e con rara tenacia da Elvio De Cesare. La Prefettura aveva quindi sollecitato il Viminale ad intervenire e la risposta era arrivata: lì no. E a ben vedere nessuno ha violato alcuna regola nel presentare il film in un posto diverso, solo che Gaeta è la città “gemella” di Formia, la patria di elezione extra campana dei Bardellino e il gesto ha chiaramente assunto i toni (etici, non giudiziari) di una vera sfida.

Nel corso della presentazione, ripresa a postata sui social, non sono mancate feroci reprimende contro i giornalisti che avevano sollevato il caso e compiaciute affermazioni di tigna (“molti nemici molto onore”).

Le proteste

La proteste ulteriori dopo questo smacco non sono tardate ad arrivare. Queste le parole di Franca Decandia, vittima del pizzo dei camorristi e coraggiosa paladina di coloro che vogliono seguire il suo esempio: “Basita, dopo aver scoperto che il film incriminato, prodotto da Bardellino, scritto dalla ex signora Vallanzasca, di cui è stata vietata la proiezione dal Ministro Salvini è stato proiettato a Gaeta, al Club Nautico, culla della Gaeta bene, cioè persone oltre che facoltose anche pseudo intellettuali. Credo che il Presidente e il consiglio direttivo dovrebbero rispondere a qualche imbarazzante domanda”.

Quanto all’ avvocato che come giusto che sia difende il suo cliente (Bardellino – nda), lui dice che il suo cliente non ha commesso reati gravi, non è coinvolto in fatti di sangue, non reati con metodo mafioso. Quindi, avvocato, chi commette estorsioni, distruggendo famiglie e aziende per lei commette un reato minore? Estorcere con minacce beni di altri è da premiare? È un padre di famiglia il produttore e io penso ai padri di famiglia che sono stati privati di aziende e case”.

“Volevo ricordare che il piccolo reato di estorsione, Art 629 cp, di cui si è macchiato l’ erede del boss, in alcuni casi va da una pena che parte da sei anni per arrivare a vent’anni, non lo.giudicherei un reato micro, reato nella norma aggravato da violenze. Quindi io vittima di questo reato schifoso posso permettermi di dire che per me Bardellino è un delinquente condannato per estorsione e non solo, e sono certa che questa storia del film è una sfida allo Stato. Mi auguro paghino tutti, ma proprio tutti, non si può passare sopra un fatto tanto grave. Sempre più delusa, triste, scoraggiata”. triste, scoraggiata”.

Redazione CiSiamo
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