Caritas Roma, dal primo aprile niente più monetine della Fontana di Trevi

Dopo 18 anni le monetine gettate dai turisti nella Fontana di Trevi non saranno più destinate ai progetti di carità della Caritas romana, ma verranno impiegati dal Comune per "progetti sociali" e per la salvaguardia del patrimonio culturale della capitale.

Fontana di Trevi
La Raggi ritratta: i proventi della Fontana di Trevi rimarranno alla Caritas

La sindaca Raggi ha deciso: le monetine gettate dai turisti nella Fontana di Trevi non andranno più alla Caritas. L’iniziativa risaliva al 2001, quando l’allora sindaco Walter Veltroni decise di destinare le monetine al sostegno di iniziative di solidarietà. E tutte le giunte successive, nessuna esclusa, avevano mantenuto la stessa linea di condotta. Ma le cose sono cambiate con l’arrivo della giunta Raggi, che nel 2017 ha istituito un gruppo di lavoro che discutesse della questione.

Ora, riporta Avvenire, il processo è arrivato a conclusione. A partire da oggi, 1 aprile 2019, la Caritas non riceverà più le monete gettate dai turisti nel tradizionale lancio nella fontana. E non si parla proprio di spiccioli, visto che l’ammontare delle monetine è di circa  un milione e mezzo di euro all’anno, di cui la Caritas dovrà fare a meno. Le ripercussioni sono prevedibili: meno soldi nelle casse della Caritas, meno servizi per i più poveri. E ne risentirà anche il clima sociale di Roma, che, sempre stando alle stime della Caritas di Roma pubblicate da Avvenire appena due mesi fa, di poveri per le strade ne conta “solo” 16mila.

Come avvengono i versamenti

Incaricata della manutenzione delle fontane di Roma, l’Acea, svuota le vasche, recupera le monete e le consegna agli incaricati della Caritas di Roma alla presenza della Polizia di Roma Capitale che verbalizza la procedura. Sono poi i volontari della Caritas che separano valuta e tagli e depositano in banca il denaro. E una volta che il denaro è in banca, non è che il Comune di Roma  se ne lavi proverbialmente le mani, poiché ogni tre mesi riceve un resoconto dalla Caritas sull’impiego dei fondi. I soldi delle fontane romane sono un buon 15% del bilancio della Caritas, che per il resto è sovvenzionata da convenzioni pubbliche di Regione e Comune (70% ) o da fondi privati (30%).

Il nuovo impiego dei soldi della Fontana di Trevi

La nuova destinazione delle somme raccolte nella Fontana di Trevi? Innanzitutto bisognerà togliere il costo delle operazioni di conteggio delle monete, che ora svolgeranno addetti Acea. Parte verrà investita nella manutenzione del patrimonio culturale della capitale, e solo in parte a generici “progetti sociali” non ben identificati.

Come venivano impiegati i fondi dalla Caritas

I soldi provenienti dalla Fontana di Trevi sono stati utilizzati in questi anni per fornire pasti nelle mense sociali,  servizi di ascolto, assistenza e accoglienza, sostegni per la spesa alimentare, per il pagamento delle bollette a famiglie bisognose. O per l’affitto e per il mutuo, iscrizioni scolastiche, spese mediche, progetti di microcredito. E si tratta di interventi di carità che difficilmente potrebbero trovare finanziamenti diversi, sopratutto se i fondi avessero rendicontazioni specifiche. E se, ad esempio, i centri di ascolto sono gestiti da volontari, hanno però necessità di attrezzature per poter effettuare il loro lavoro.

I costi di gestione

Come avverte Avvenire, i costi di gestione dei progetti di carità della Caritas rischiano ora di venire caricati di costi di gestione ingenti. Progetti che fino ad ora erano portati avanti quasi a costo zero.

Il dietrofront di Virginia Raggi

La Sindaca Virginia Raggi aveva fatto dietrofront annunciando che le monete sarebbero state destinate a progetti benefici culturali. Fatto sta che non finiranno più nelle Casse della Caritas.

Redazione CiSiamo
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