Abbonamenti illegali allo sport in tv, la rete della pirateria digitale

Scoperta rete di abbonamenti illegali allo sport in tv. Distribuite illegalmente attraverso la rete le partite della Serie A, le Coppe europee, la Formula 1 e i grandi tornei di tennis.

Abbonamenti illegali allo sport in tv
Abbonamenti illegali allo sport in tv

Scoperta rete di abbonamenti illegali allo sport in tv. Un gruppo di italiani, un anno fa, era partito per la Cina con una missione. Volevano ottenere una modifica nel sistema operativo di un “ecoder”: un oggetto prodotto nella Repubblica Popolare. Questo per prevenire qualunque possibile intervento contro la pirateria digitale.

L’obiettivo era far mettere a punto agli ingegneri cinesi un software che nascondesse i codici degli abbonamenti dai quali viene estratto il segnale. Ciò avrebbe permesso poi di riprodurlo illegalmente migliaia di volte e rivenderlo ai consumatori. E non è finita. Il viaggio serviva anche a espandere il nuovo business della criminalità organizzata in Italia.

Abbonamenti illegali allo sport in tv

La spedizione del gruppo di italiani ebbe successo. Da allora sono state distribuite illegalmente attraverso la rete le partite della Serie A, le Coppe europee, la Formula 1 e i grandi tornei di tennis. Un vero affare, per i gruppi di camorra.

Fapav, la Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi, in un’indagine, ha concluso che in Italia oggi sono attivi 2 milioni di abbonamenti illegali. Con 4,6 milioni di italiani che assistono alle partite versando denaro a organizzazioni che rubano i diritti.

Il giro d’affari è enorme, e aiuta a capire le ragioni dell’interesse dei clan. Solo la vendita di accessi al pubblico in Italia genera una cifra che si aggira intorno ai duecento milioni di euro l’anno.

Cooperazione internazionale tra mafie

La cooperazione internazionale fra le mafie è uno dei segreti del nuovo fenomeno. Sono disponibili in commercio alcuni software usati dalle organizzazioni per scambiarsi pacchetti di diritti, in una vera e propria borsa elettronica illegale dei diversi prodotti.

Vengono piratate le partite di Serie A, della Premier Leugue, il Premio di Monza contro la finale del Roland Garros. Uno dei software che permette queste attività viene per esempio prodotto in maniera del tutto legale da Xstream Codes, una società incorporata in Bulgaria da due giovanissimi ingegneri greci.

L’allarme per la Serie A

La Serie A sta facendo i conti con questa minaccia, che mina rovinosamente i suoi ricavi. Il 18 marzo ne hanno parlato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, il presidente della Lega Serie A Gaetano Miccichè, il presidente del Coni Giovanni Malagò, con i presidenti dei club e le reti detentrici dei diritti.

Hanno esaminato gli aspetti sistemici della pirateria. La tentazione per i mafiosi di entrare in questo settore è irresistibile. Il massimo della pena che rischiano, infatti, è di 4 anni, molto meno di quello che rischiano per spaccio o estorsione. Tra l’altro, i pochi soggetti arrestati hanno sempre ottenuto pene ridotte grazie al patteggiamento.

Redazione CiSiamo
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