Camorra, in quattro alzano il velo sulla terza faida di Secondigliano

Quattro imputati per il delitto di Antonio D'Andò si sono detti pronti a rivelare mandate e luogo dove è stato sepolto il corpo

Omicidio Assemini, donna trovata morta in casa: fermato il figlio
Omicidio Assemini, donna trovata morta in casa: fermato il figlio (foto repertorio)


Un agghiacciante caso di lupara bianca, con gli imputati in un processo sulla terza faida camorrista di Secondigliano che hanno dato disponibilità ad indicare il luogo dove nel 2011 venne ucciso uno “scissionista” poco affidabile, Antonio D’Andò.

La scomparsa di D’Andò

L’uomo venne crivellato di colpi di pistola e seppellito in un luogo sconosciuto. L’idea era mandare un avvertimento chiaro che, attraverso la scomparsa dell’uomo, in quei mesi insanguinati suggerisse ad ogni altro “spagnolo” di non accarezzare sogni di ritorno al vecchio clan di origine dei Di Lauro. Per quel delitto era finito accusato Mariano Riccio, uomo di fiducia dei Pagano-Amato, gli scissionisti secondiglianesi chiamati anche “spagnoli” perché proprio in Spagna erano riparati per condurre al meglio guerra e traffici in quella orrenda stagione di sangue.

Gli imputati

A rivelare sia il mandante che i truculenti passaggi di quell’omicidio strategico quattro imputati eccellenti: Ciro Scognamiglio, Mario Ferraiuolo, Emanuele Baiano e Giosuè Belgiorno detto “Il Rosso”. Tutti ex soldati del clan che agli ordini di Riccio sfidarono la potente famiglia di via Cupa dell’Arco, i Di Lauro con il fondatore Paolo “Ciruzzo o Milionario” e suo figlio Cosimo. I quattro hanno dato disponibilità ai Pm Marra e De Marco ad indicare il luogo dove giacciono le spoglie di D’Andò, dissociandosi di fatto.

Cos’è la dissociazione

La dissociazione è un istituto giuridico che non prevede le dinamiche più complesse del pentimento vero e proprio ma consente di ottenere sconti di pena congrui. Con essa si prendono le distanze ufficiali dal contesto criminale associativo in cui sono maturate le azioni delittuose e si ottengono benefit non da poco come la trasformazione di un ergastolo in 30 anni di carcere e l’impossibilità di effettuare il “cumulo” delle condanne subite per vari reati oltre un certo tetto. Per i delinquenti abituali e violenti il cui “conto totale” di anni tendenzialmente rischia, una volta cumulato, di impennarsi assai, è una vera manna.

Un prossimo sopralluogo

A breve il sopralluogo, che potrebbe investire il comune di Marano, contiguo a Secondigliano e tradizionalmente usato anche come “ossario”, dopo la caduta dei potenti ras locali dei Nuvoletta, dai clan della periferia nord est di Napoli.

Redazione CiSiamo
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