Pedofilia, Papa Francesco lancia nuove regole sugli abusi sessuali

Tre nuovi documenti, firmati da Papa Francesco, per offrire una regolamentazione sugli abusi sessuali e sulla pedofilia nell'ambito del Vaticano.

Papa Francesco
Papa Francesco e i tre documenti sulla pedofilia e gli abusi sessuali nell'ambito clericale

Papa Francesco, per arginare il fenomeno degli abusi sessuali nel clero, ha promulgato tre testi per lo Stato della Città del Vaticano e la Curia di Roma. La legge riguarda, in maniera specifica, la protezione dei minore e delle persone vulnerabili oltre alle linee guida pastorali per il Vicariato. I documenti giungono a distanza di poco più di un mese dal summit avuto con i capi delle Conferenze episcopali di tutto il mondo.

Pedofilia e abusi sessuali nell’ambiente clericale

Si tratta di tre documenti sul tema della pedofilia. «Si tratta di leggi, norme e indicazioni molto specifiche innanzitutto per i destinatari: riguardano infatti soltanto lo Stato Vaticano, – precisa il direttore editoriale Andrea Tornielli – dove opera un gran numero di sacerdoti e religiosi, ma ci sono pochissimi bambini. Pur essendo stati pensati e scritti per una realtà unica al mondo, nella quale la massima autorità religiosa è anche il sovrano e legislatore, questi tre documenti contengono indicazioni esemplari che tengono conto dei più avanzati parametri internazionali».

Secondo Tornielli «il fatto che il Papa abbia deciso di firmare personalmente anche la Legge CCXCVII e le Linee guida – testi che di per sé avrebbero potuto essere promulgati rispettivamente dalla Commissione per lo Stato e dal Vicario della Città del Vaticano – sta a indicare il valore che si vuol dare a queste norme».

Di cosa si tratta

La prima novità riguarda il fatto che «tutti i reati legati all’abuso sui minori, non soltanto quelli di natura sessuale, ma anche ad esempio i maltrattamenti, saranno “perseguibili d’ufficio” cioè anche in mancanza della denuncia di parte». La seconda si riferisce all’introduzione di una prescrizione di vent’anni che decorre «nel caso in cui vi sia offesa a un minore, dal compimento del suo diciottesimo anno di età». La terza, invece, riguarda l’obbligo di denuncia e la sanzione per il pubblico ufficiale che omette di segnalare un evento del quale è venuto a conoscenza. Ciò non vale, invece, non caso avvenga «l’inviolabile segreto della confessione».

Redazione CiSiamo
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