False cittadinanze a 200 brasiliani con il trucco del “nonno italiano”

Più di 20 anni di carcere e 12 milioni di multa a un gruppo che faceva sponda nel Comune di Maddaloni, in provincia di Caserta, e su falsi documenti del Consolato.

False cittadinanze a brasiliani
False cittadinanze a brasiliani

False residenze a cittadini brasiliani, nei giorni della scoperta, a Verbania, di oltre 800 cittadini “carioca” beneficiati da una mega truffa sul tema, arriva la pesante condanna inflitta a Caserta per altre 200 cittadinanze fittizie attraverso il meccanismo dello “jus sanguinis”. Più di 20 anni di carcere e 12 milioni di multa a un gruppo che faceva sponda nel Comune di Maddaloni, in provincia di Caserta, e su falsi documenti del Consolato.

Le false cittadinanze

A pronunciare la sentenza il giudice di Santa Maria Capua Vetere Orazio Rossi. A essere condannati alcuni organici al comune in questione e un faccendiere brasiliano, con pene che variano fra i 4 anni e mezzo ai 6 anni. Ciascuno dei condannati dovrà poi pagare 3 milioni di euro di multa.

La somma è stata quantificata calcolando 15mila euro per ognuna delle 200 carte di identità italiane, illegalissime, messe in circolo e date a cittadini brasiliani che pagavano 1000 euro a prestazione.

Il gruppo criminale

Questo il meccanismo messo in atto dal gruppo prima che, un annetto fa, le indagini smascherassero l’inghippo: i brasiliani, per lo più residenti nel Regno Unito, potevano rientrare irregolarmente nella terra di Albione come cittadini comunitari, grazie al fatto che il loro connazionale poi individuato dalla Procura campana riusciva ad ottenere le false carte di identità per loro ed i familiari.

Il funzionario comunale era la figura cardine della truffa: con documenti consolari falsificati attribuiva “jure sanguinis” la cittadinanza italiana ai brasiliani richiedenti; in pratica i richiedenti figuravano come discendenti di cittadini italiani a tutto tondo, cosa che in Italia, a differenza sello jus soli, è normata e consentita, se vera. Una volta effettuato il passaggio cruciale in comune, la residenzialità veniva sanata dagli altri due imputati poi condannati individuando famiglie compiacenti (e pagate) che inserivano i brasiliani negli stati di famiglia.

Nel lasso di tempo necessario a chiudere le pratiche i richiedenti illegittimi risiedevano presso B&B individuati sempre dai due addetti alla logistica del gruppo.

Redazione CiSiamo
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