World Congress of Families: la contromanifestazione del 30 marzo

Organizzata per il 30 marzo a Verona una contromanifestazione al World Congress of Families, che vuole lanciare un messaggio di inclusività

World Congress of Families
Al via la controversa manifestazione di Verona sulle famiglie

World Congress of Families: siamo ormai alla vigilia della manifestazione per la famiglia organizzata a Verona per il 29-30-31 marzo. Un congresso che sta facendo discutere per la vicenda legata al patrocinio concesso dal Ministero della famiglia e segnalato con il logo della Presidenza del Consiglio, ma che ha scatenato polemiche anche nella politica a causa dell’ideologia che c’è dietro, propugnata da Agenda Europa.

La polemica di Giorgia Meloni

Non più di due giorni fa, Giorgia Meloni, ospite di Lilli Gurber a Otto e Mezzo, si scagliava contro i giornalisti, colpevoli di “dire una serie di cose completamente false” sul congresso. Davanti alle osservazioni di Andrea Scanzi e Marco Damilano la leader di Fratelli d’Italia insorge.

Io ho un approccio laico a queste materie”, dice la Meloni. “Quello che si dice su questo congresso è falso. Dite a me che voglio andare in un congresso dove vogliamo convincere che le donne devono stare a casa a stirare. Signori, vi comunico ufficialmente che qui l’unico segretario di partito donna esistente in Italia si chiama Giorgia Meloni”. E rincara, sottolineando che tutto quello che è stato detto “ve lo siete inventato voi, perché contro questo congresso si è messa in moto la internazionale del politicamente corretto”

Eppure, non sono solamente i giornalisti dell'”internazionale del politicamente corretto” ad essere contrari al World Congress of Families.

La contromanifestazione

Per il 30 marzo è infatti prevista una contromanifestazione, organizzata dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil di Verona. In collaborazione, le Associazioni Telefono Rosa di Verona, Isolina e…, Il Melograno, Il Filo di Arianna e AIED e il movimento civico Traguardi. All’evento parteciperanno nomi come Laura Boldrini, Monica Cirinnà, Susanna Camusso, e altre ospiti, che interverranno su questioni “calde” quali DDL Pillon, L.194, diritti civili. Una manifestazione che “sarà, infatti, il punto di partenza di un progetto tanto grande quanto ambizioso: costruire ponti al contrario di chi vuole alzare barriere”, come si legge nel comunicato stampa. Le oranizzatrici hanno sottoscritto il Manifesto “Verso gli Stati generali delle donne” proprio con questo spirito.

Si tratta di un messaggio di inclusività, lanciato da chi vuole costruire una società “in grado di rispettare la dignità delle persone e di promuovere la partecipazione politica e democratica e rifiuti i tentativi di pericoloso arretramento cui oggi assistiamo”. Denuncia, questa, che le organizzazioni avevano già lanciato su facebook con la condivisione di una fotografia che mostrava i 28 punti di Agenda Europa. E se non rappresentano la posizione ufficiale del World Congress of Families, l’ideologia sottesa alla manifestazione di Verona non è molto lontana.