Paolo Miggiano: “Vi spiego perché Annalisa Durante è stata uccisa dalla droga”

Lo scrittore Paolo Miggiano spiega perché Annalisa Durante, che mai si era drogata, è morta a causa della droga che tutti comprano dalla camorra.

Annalisa Durante
Annalisa Durante, uccisa a 14 anni dalla camorra.

Sono passati 15 anni dalla morte di Annalisa Durante, uccisa a soli 14 anni dalle mani assassine della camorra il 27 marzo del 2004. Un anniversario spesso ignorato, una vittima spesso dimenticata. Non di certo da Paolo Miggiano, autore del libro, fra gli altri, “Ali spezzate. Morire a Forcella a quattordici anni”. È con lui che ho deciso di ricordare, a 15 anni dalla sua morte, Annalisa Durante.

Paolo, cos’è cambiato in questi 15 anni?

Paolo Miggiano
Paolo Miggiano

«Nulla, assolutamente nulla. Quindici anni fa, quando fu uccisa Annalisa Durante, sembrava che ci dovesse essere la rivoluzione, ma purtroppo a Napoli le rivoluzioni non si possono fare. E infatti non è la prima che fallisce: la storia è piena di rivoluzioni fallite a Napoli».

Quando morì Annalisa tutti si strappavano le vesti. Si tiravano i capelli. “Fuori la camorra da Napoli”, dicevano. “Fuori la camorra da Forcella” e effettivamente la Camorra da Forcella se ne andò, perché il movimento popolare era forte. Io c’ero, partecipai anche ai funerali. Di Annalisa ho davanti agli occhi le immagini tumultuose di quel corteo. Sembrava veramente, in questa moltitudine di bandiere, di colori, di uomini e di donne, che da lì a poco le cose sarebbero cambiate. C’era veramente tanta voglia di cambiare. Si raccolsero le firme, si organizzarono comitati di quartiere. Insomma, doveva cambiare qualcosa. In realtà è cambiato poco.

Quando le telecamere si sono spente, si è spenta anche l’attenzione dello Stato. Io non conosco nella storia un generale o un condottiero che, dopo aver conquistato un territorio e dopo aver speso tante risorse e tanti uomini, lo abbandona di nuovo al nemico. Questo è successo a Forcella. Lo stato è arrivato in forze e poi se n’è andato. Anche la stazione di polizia si è spostata.

Per questo a Forcella non è cambiato molto. Sì, ci sono state molte iniziative, ma non dobbiamo pensare che facendo fare qualche spettacolo teatrale, facendo leggere qualche favola a qualche bambino della zona, cambiamo la situazione di Forcella. Di fronte alla biblioteca intestata ad Annalisa Durante, ad esempio, continuo a vedere le bancarelle con le sigarette di contrabbando. Che poi dentro le sigarette si nasconde la droga. Non è così che si governa».

Quindi, cosa bisognerebbe fare?

Paolo Miggiano
Paolo Miggiano

«A Napoli c’è ancora bisogno di un intervento. Stiamo ancora aspettando i rinforzi delle forze dell’ordine che Salvini ha promesso, anche se – qualora dovessero arrivare – non sarebbero sufficienti. Napoli ha bisogno di altro, ha bisogno di occasioni. Pensate se rifacessimo tutte le facciate dei palazzi, se riuscissimo a dare un incentivo per la ristrutturazione dei palazzi storici del centro. Quanti problemi si risolleverebbero? Quanto lavoro si creerebbe?

E poi ci vogliono anche cose che non costano nulla. Andare a Forcella, smantellare quelle bancarelle e pretendere che i negozianti stiano all’interno di loro negozi e non sulla carreggiata. Questo non costa niente, perché le forze di polizia già ci sono. Così si darebbe il segnale che lo Stato c’è. Il crimine in questa città è da considerarsi una sconfitta sociale».

È per questo che hai deciso di scrivere Ali Spezzate?

Ali Spezzate
Ali Spezzate di Paolo Miggiano.

«Il mio libro è il tentativo di dire che abbiamo contribuito un po’ tutti a premere quel grilletto, perché con il nostro comportamento diamo forza alle mafie e ai camorristi. Infatti, se due bande di criminali, in competizioni tra di loro, per mantenere il dominio sul traffico di stupefacenti arrivano a uccidere una ragazzina di 14 anni, un significato c’è. Significa che fanno tanti soldi con quella roba. E tutti questi soldi, a questi camorristi chi li dà? Glieli diamo noi che andiamo a prendere la droga, gli spinelli, la cocaina. Ma glieli diamo anche noi se andiamo a comprare le sigarette di contrabbando dalle bancarelle fuori alla biblioteca intitolata ad Annalisa Durante. Per questo dico soprattutto ai ragazzi di dare un calcio in culo a chi gli propone la droga. Perché ricordatevi che Annalisa, che mai si era drogata, è morta a causa della droga. È stata colpita da un proiettile, ma è stata uccisa dalla droga».

Redazione CiSiamo
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