Bus incendiato a Milano, Salvini frena sulla cittadinanza a Rami: “Non è un biglietto delle giostre”

Botta e risposta tra Rami e il Vicepremier Matteo Salvini sulla cittadinanza per il ragazzo eroe dello scuolabus di San Donato

Botta e risposta tra rami e il Vicepremier Matteo Salvini sulla cittadinanza per il ragazzo eroe dello scuolabus di San Donato

Ius Soli per Rami? E’ una scelta che potrà fare quando sarà eletto in Parlamento“. Così aveva parlato Matteo Salvini a margine del Forum di Confcommercio a Cernobbio. Il riferimento è alla proposta di conferire la cittadinanza al ragazzino che ha salvato i compagni dal tentativo del senegalese Ousseynou Sy di incendiare lo scuolabus su cui li stava trasportando. “Per il momento la legge va bene così com’è, non ci sono margini di discussione”, aveva rimarcato.

Sui provvedimenti che verranno presi per evitare il ripetersi di situazioni simili, Salvini ha commentato: “Ho mandato una circolare, ma non verranno presi provvedimenti legislativi, non posso fare una legge contro gli ubriachi che guidano gli scuolabus, non dovrebbe succedere. Dovrebbe bastare il buonsenso“.

La richiesta di Luigi Di Maio

Ma la vicenda non pare terminata, se ancora ieri il Vicepremier Luigi Di Maio in un post su facebook dichiarava: “Non stiamo a girarci troppo intorno. Diamo la cittadinanza a quel bambino. C’è già una legge che lo consente, non dobbiamo inventarcela. Facciamolo e basta. Come ho già detto, questo è un Paese che vale molto di più della semplice indignazione: dimostriamolo”.

A ora non ci sono gli elementi”

Ma come hanno dimostrato più volte, la concordia non è di questo governo. Così, se Di Maio spinge per dare la cittadinanza a Rami, Salvini torna a ribadire la linea che aveva già espresso a Cernobbio. A ora non ci sono elementi ha affermato il Ministro dell’Interno.Rami Shehata sarà invitato al Viminale “quando avrò gli elementi a disposizione per decidere e purtroppo a stasera non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza. Mi spiacerebbe moltissimo, però così è” ha spiegato Salvini.

“Siccome le cittadinanze non sono biglietti delle giostre, abbraccerò volentieri tutti i ragazzi della classe, perché non ci sono protagonisti di serie A e di serie B. Quando si tratta di cittadinanze non ci devono essere nessuna ombra e nessun dubbio e purtroppo al momento ombre e dubbi ce ne sono” ha ribadito il vicepremier a margine della presentazione del libro ‘L’Italia non è più italiana’ di Mario Giordano.

“Ho bisogno di fedine penali pulite”

‘Le cittadinanze non le posso regalare e per dare le cittadinanze ho bisogno di fedine penali pulite. Non parlo dei ragazzini di 13 anni, ma non fatemi dire altro’‘, ha aggiunto Salvini. ‘‘Ripeto, e sarebbe sgradevole entrare nel merito e non lo faccio, che stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso, evidentemente non sul ragazzino di 13 anni ma su altri, perché io la cittadinanza la concedo a chi ha fedina penale pulita. Penso che tutti abbiano capito di cosa stia parlando”, ha proseguito. E con una punta di ironia ha continuato: ”Se qualcuno la cittadinanza non l’ha chiesta e non l’ha ottenuta dopo vent’anni, fatevi una domanda e datevi una risposta sul perché”.

La risposta di Rami

Il 13enne è stato premiato dall’ambasciata egiziana proprio per il suo gesto eroico, e pare avere le idee molto chiare sulla questione della cittadinanza: “Dopo tutto quello che è successo volevo vedere cosa avrebbe detto Salvini, se tutti i ragazzi fossero morti?” ha detto infatti, parlando con la stampa. Quindi ha aggiunto: “Adesso che tutti lo ringraziano è grazie a me, non perché è bello. Io sono nato qui e da sempre voglio fare il carabiniere. Di Maio vuole darmi la cittadinanza, io mi fido di lui”.

Matteo Salvini replica

Piccata la risposta di Matteo Salvini: “Rami si fida di Di Maio. Io mi fido della legge, io devo rispettare la legge e farla rispettare. Sono contento che non ci siano morti e feriti grazie a lui, agli altri ragazzi e ai carabinieri. Non commento le stragi mancate”,