Bambino morto per circoncisione a Reggio Emilia: indagati i genitori

Un bambino di cinque mesi è morto per una circoncisione rituale eseguita in casa, che ha causato una forte emorragia

Un altro bambino è morto per una circoncisione rituale eseguita in casa

Un altro bambino è morto causa di una circoncisione rituale effettuata in casa. Dopo i casi dello scorso dicembre a Monterotondo, questa volta la tragedia si è consumata a Reggio Emilia. Il bambino, di quasi cinque mesi, è stato portato in ospedale a Bologna, dopo diverse ore di agonia. Ma per lui non c’è stato nulla da fare, poiihcé le condizioni erano gravissime.

La circoncisione

Tutto ha avuto inizio qualche ora prima, quando i genitori avevano eseguito la circoncisione rituale in casa, sul letto. Qualcosa però deve essere andato storto e l’operazione ha causato un’emorragia che è risultata fatale per il piccolo.

Genitori indagati

La famiglia, di origini ghanesi, abitava a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Dopo aver visto che le condizioni del piccolo erano gravi, i genitori , che ora sono indagati per omicidio colposo, lo hanno portato in ospedale a Magati venerdì alle 20. Ma il piccoloe ra già in arresto cardiaco. Viste le condizioni, è stato deciso il trasferimento a Sant’Orsola di Bologna, ma anche questo non è servito, e il bimbo è morto nella notte. Sarà l’autospia a chiarire definitivamente la vicenda.

Il commento di Giulia Grillo

Il Ministro della salute Giulia Grillo ha stigmatizzato l’accaduto in un post su Facebook.“Un altro bimbo morto per una circoncisione rituale fatta in casa in modo illegale”, ha scritto. “La circoncisione è un’operazione chirurgica e va fatta rispettando le norme igienico-sanitarie. La salute e la vita dei bambini vengono prima di tutto”.

L’interventi di Foad Aodi

Foad Aodi, fondatore dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ribadisce che serve “una legge a livello nazionale affinché autorizzino le strutture pubbliche e private ad effettuare le circoncisioni presso gli ospedali con costi accessibili per garantire il diritto alla salute e evitare il canale delle circoncisioni clandestine” . Le circoncisioni clandestine, aggiunge, a dicembre erano “più del 35% a livello nazionale” in base alle statistiche Amsi. Sono poi “scese in questi tre mesi al 25% dopo la tragica morte del bambino a Monterotondo sempre a seguito di una circoncisione a domicilio”. Un episodio, ricorda Aodi, che “ha contribuito all’aumento delle richieste da parte delle famiglie musulmane all’Amsi e Co-mai(Comunità del mondo arabo in Italia) dove poter effettuare la circoncisione in modo regolare e sicuro” e a costi contenuti. In tutto, sottolinea, sono 11mila le circoncisioni effettuate ogni anno in Italia e nei Paesi di origine.

Redazione CiSiamo
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