Film sulla camorra presentato nel feudo dei Bardellino e prodotto dal nipote del boss

Sta suscitando uno scalpore immenso l'imminente presentazione di "La Casalese, operazione Spartacus", il film di Antonella D'Agostino che sarà prodotto dalla Musics&Film di Angelo Bardellino.

Film sulla camorra
Il Viminale aveva dato lo stop alla presentazione del film di Angelo Bardellino sulla Camorra, ma la presentazione si è tenuta lo stesso, non a Formia ma a Gaeta

Un film sul clan dei Casalesi. In piena epoca di sessappiglio assoluto delle storie di mala la faccenda è quasi normale. Il quasi nel caso di specie è d’obbligo, vediamo perché. L’opera verrà presentata il 26 marzo vicino Formia, proprio nel feudo del ramo più invasivo dei Casalesi, una città che da anni subisce le loro angherie ed è prodotta da Angelo Bardellino, nipote del fondatore del clan Antonio e lui stesso implicato in indagini di camorra.

Presentazione del film

Sta suscitando uno scalpore immenso l’imminente presentazione di “La Casalese, operazione Spartacus”, il film di Antonella D’Agostino che sarà prodotto dalla Musics&Film di Angelo Bardellino. Il nome del produttore non è nuovo alle cronache, ma non a quelle di celluloide, bensì a quelle giudiziarie. Solo un mese fa l’uomo d’affari si era visto negare dalla Cassazione il dissequestro di beni e terreni finiti nel mirino dell’Antimafia. In più, su di lui grava una condanna in appello per estorsione (fonte Latinatu.it).

Insomma, anche a non voler contestare le velleità cinematografiche del produttore casertano, la liaison fra lo sfacciato soggetto del film, la camorra casalese, e le gravissime faccende giudiziarie che il clan e lui stesso hanno rappresentato per il Pontino, la provincia di Caserta e tutta Italia non sfugge neanche a volerla resettare di forza. Il fatto che poi Angelo Bardellino sia nipote di Antonio, il fondatore del clan dei Casalesi ucciso in Brasile dall’ala indipendentista del clan e il cui corpo non venne mai ritrovato non è che deponga proprio bene. Solo tre giorni fa suo fratello aveva ammazzato di botte la ex moglie in un ristorante di Formia.

Parentele “scomode”

Ma le parentele “scomode” non sono di per sé elemento ostativo a nulla, ci mancherebbe. Il fatto è che Angelo è pregiudicato per reati contigui al mondo della male campane e ha prodotto un film che verrà presentato dove quel cognome è sintomo di orrore assoluto.

La città di mare pontina è da tempo il feudo di elezione dei Bardellino, che lo avevano colonizzato via via che la loro avanzata verso nord li spingeva a cercare affari loschi in quelle terra benedette da una verve turistica ed immobiliare di assoluto pregio. Come non ricordare, pescando a caso nel mazzo, l’operazione “Formia connection” o l’omicidio Sorvillo? Formia, i Bardellino l’hanno consegnata al grigiume delle città spremute a sangue e andare a presentare un film da quelle parti che parla di camorra e che è prodotto da un pregiudicato che è nipote del ras assoluto di quello sconcio è atto di assoluta sfida e spregio di ogni regola etica.

Anche un libro

Il film, che è anche un libro, verrà presentato a Spigno Saturnia, comune commissariato da un anno per fatti estranei alla camorra ma teatro di numerosi sequestri ai malommi a pochi chilometri da Formia. Al centro della trama, nello storico concettuale, proprio quel processo “Spartacus” che, in due distinti tronconi dibattimentali che fecero epoca, decapitò a partire dal 1993 i Casalesi grazie al lavoro della Dda e di inquirenti che hanno fatto la storia giudiziaria italiana, due per tutti: Federico Cafiero De Raho, allora requirente e oggi Procuratore Nazionale Antimafia e Catello Maresca.

Fu la versione sul fronte camorra del maxi processo a Cosa Nostra, con un appeal mediatico dequalificato dalla percezione erratissima di allora che i clan avessero meno peso e capacità distruttiva delle cosche. Insomma, a non volerci girare intorno i Bardellino, che come clan le spiagge di Formia le hanno farcite di sangue e cemento, ora come schiatta vogliono togliersi il prurito del cineasta dove maggiori sono stati i danni che hanno fatto.

Le opere

Libro e film sono opera di Antonella D’Agostino; neanche lei è nuova alle cronache, e neanche nel suo caso di cronache da ciak si gira si tratta: nel 2013 Antonella D’Agostino era stata coinvolta in un’operazione anticamorra denominata “Sistema Perfetto” (dal nome del clan a cui venne indicata di essere contigua), venne arrestata dalla Mobile di Frosinone, Caserta e Formia e scarcerata dal Riesame in una vicenda che vide le sue ragioni giudiziarie prevalere su quelle dell’accusa.

Così come Angelo Bardellino, il produttore, nipote del boss Antonio, così anche la D’Agostino è reduce da legami ingombranti: è infatti l’ex moglie del bandito Renato Vallanzasca, del “Bel Renè” che, lui si, di paturnie cinematografiche ne aveva sempre avute negli anni rombanti della Milano di Turatello. Ma anche per lei le parentele scomode non sono elemento a carico. E’ la polpa della faccenda che non quadra, è quel film che sfacciatamente viene a fare mercato, sciampagna e paillettes delle gesta della camorra proprio dove esse non furono fiction, ma nauseante realtà.

Redazione CiSiamo
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