Cittadinanza italiana a Ramy, l’eroe del bus di Milano: scontro nel Governo

Sul bus dirottato a Milano un ragazzo di origine egiziana, ma nato in Italia, Ramy, ha chiamato il 112 per dare l'allarme. Di Maio: "Grazie a lui si è evitato il peggio".

Ramy, uno dei ragazzi del bus in fiamme a Milano
Ramy, uno dei ragazzi del bus in fiamme a Milano

Ramy è uno dei ragazzini eroi che è riuscito a chiamare il 112 dal bus dirottato a Milano e poi dato alle fiamme dall’autista. Adesso il Vicepremier Luigi Di Maio avrebbe proposto di dare la cittadinanza italiana al ragazzino di origine egiziana. “Stiamo facendo tutte le verifiche del caso. Ora dobbiamo leggere le carte e valuteremo”, ha affermato invece Salvini.

La proposta di Luigi Di Maio

La richiesta di cittadinanza italiana per “meriti speciali” a Ramy è stata proposta dal vicepremier Luigi Di Maio con un post su Facebook. “Ha messo a rischio la propria vita per salvare quella dei suoi compagni. La cittadinanza per meriti speciali si può conferire quando ricorre un eccezionale interesse dello Stato. Sentirò personalmente il presidente del Consiglio in questo senso”, inizia Di Maio. Che poi continua: “Questo è un Paese che deve saper guardare oltre. Un Paese che non può fermarsi all’indignazione. Siamo molto di più della semplice indignazione. Credo sia un dovere togliere immediatamente la cittadinanza a quel criminale che ieri, a San Donato Milanese, stava per compiere una strage di 51 bambini. Per fortuna l’intervento dei Carabinieri ha fatto in modo che nessuno restasse ferito gravemente. Oltre ai nostri due eroi in uniforme ce n’è però anche un altro di eroe. Ha 13 anni, si chiama Ramy, ha origini egiziane: è anche grazie a lui che si è evitato il peggio. Il papà oggi ha lanciato un appello, ha chiesto che gli venga riconosciuta la cittadinanza e credo che il governo debba raccogliere questa richiesta.”

Le parole del padre

Il riferimento di Di Maio è alle parole di Khalid Shelata, il padre di Ramy: “Mio figlio ha fatto il suo dovere, sarebbe bello se ora ottenesse la cittadinanza italiana”. Ha detto Shehata, ricordando le gesta del figlio sul bus dirottato a Milano: “Siamo egiziani, sono arrivato in Italia nel 2001, mio figlio è nato qui nel 2005 ma siamo ancora in attesa di un documento ufficiale. Vorremmo tanto restare in questo Paese. Quando ieri l’ho incontrato l’ho abbracciato forte”.

La replica di Salvini

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, dal canto suo, per adesso prende tempo. E se la cava con un “valuteremo”.

Per ora, giustamente, si è limitato a condannare il gesto. Siamo in attesa di comprendere meglio le sue intenzioni e la sua posizione in merito alla concessione della cittadinanza italiana al giovane Ramy.

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E tu sei d’accordo con Luigi Di Maio o preferiresti aspettare e valutare meglio la situazione prima di concedere la cittadinanza italian a Ramy, nonostante il gesto eroico compiuto? Facci sapere la tua opinione rispondendo al nostro sondaggio: