Avvocato partorirà il 17 aprile ma il giudice le nega il rinvio dell’udienza del 16

L'avvocato terminerà il proprio periodo di gestazione il 16 aprile ma il giudice non ha comunque concesso il rinvio dell'udienza.

Omicidio Rosboch, c'è attesa per la sentenza della Cassazione
Omicidio Rosboch, c'è attesa per la sentenza della Cassazione (foto repertorio)

Chiede il rinvio dell’udienza che doveva patrocinare il 16 aprile prossimo perché il 17 le finiva il periodo di gestazione e se lo vede negare senza motivazioni serie. È accaduto ad un’avvocato di Roma in un caso che ha scatenato un vero polverone a Piazzale Clodio, con l’Ordine Forense che ha avviato una vera battaglia di civiltà ed ha annunciato battaglia fino al Csm.

Il termine del periodo di gestazione

L’avvocato in questione aveva chiesto il differimento dell’udienza del 16 aprile nella pienissima evidenza del suo stato interessante – a riportarlo Pianeta Giustizia – ma il giudice aveva risposto picche. Il verbale dello scorso 14 marzo parla chiaro: «Il Presidente (Antonino) Galletti riferisce di avere appreso che alla collega (omissis), nell’ambito del procedimento civile per la separazione dei coniugi pendente dinanzi al Tribunale di Roma, Sezione Prima (…) è stato negato il differimento dell’udienza del 16.4.2019, nonostante lo stato di gravidanza (con data presunta del parto al 17.4.2019) rappresentato e documentato nell’istanza depositata il 5 marzo 2019. In particolare, il Giudice ha riservato ogni valutazione all’esito dell’acquisizione delle determinazioni della controparte, attesa la natura del procedimento e degli interessi sottesi».

La storia dell’avvocato

L’avvocato che guida l’Ordine forense capitolino ha rilevato e rappresentato in una nota ufficiale «la gravità dei fatti e la violazione della disciplina finalmente dettata dalla legge di bilancio 2018 (all’art. 1 co. 465, 466 L. 27 dicembre 2017, n. 205) che ha disciplinato la possibilità per gli avvocati in stato di gravidanza di chiedere rinvii di udienza e decorrenza di termini, tenendo conto del periodo di gestazione di due mesi anteriori alla data presunta del parto e di tre mesi. (…) Nella fattispecie, peraltro, l’udienza era stata fissata a seguito di un rinvio d’ufficio di quella già fissata al 31 ottobre 2018 con buona pace della ‘natura del procedimento e degli interessi sottesi’ che evidentemente sono cedevoli rispetto alle esigenze organizzative del Tribunale, ma non di fronte ai sacrosanti diritti della difesa, della collega e del (…)».

L’avvocato Galletti ha esposto queste ragioni al Presidente del Tribunale di Roma e non ha fatto misero di essere disposto a girare la questione anche «a tutti i capi degli uffici giudiziari romani, al Consiglio Giudiziario, al Procuratore Generale presso la Suprema Corte e alla competente Sezione del Consiglio Superiore della Magistratura».

L’impegno del 16 aprile

È partito, a corredo dell’iniziativa, l’appello ai colleghi disposti a sostituire la collega per la data del 16 aprile, quando è previsto anche un Consiglio straordinario dell’organo collegiale dell’avvocatura romana, dal titolo “Tutela e valorizzazione del ruolo dell’avvocato madre”.

Redazione CiSiamo
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