Nuovo film di 007 nel 2019: James Bond non fumerà e guiderà un’auto a emissione zero

Nel nuovo film diretto dal regista Juji Fukumaga, il 25 della saga con le riprese iniziate da pochi giorni, 007 non fumerà più, guiderà un’auto a emissioni zero e nel corteggiamento sarà meno sessista.

Nuovo film su 007 previsto per il 2019
Nuovo film su 007 previsto per il 2019

James Bond diventa un boy scout tutto ambiente e salutismo zen. Nel nuovo film diretto dal regista Juji Fukumaga, il 25 della saga con le riprese iniziate da pochi giorni, 007 non fumerà più, guiderà un’auto a emissioni zero e nel corteggiamento sarà meno sessista. Come tranciar via un mito a colpi di falcetto eco friendly in tre step micidiali, insomma.

Nuovo film di 007

Se in tutte le altre precedenti puntate su celluloide della saga dell’agente segreto britannico più famoso del mondo a voler fare la pelle al medesimo era stato il più variegato e politicamente scorretto manipolo di bruttaccioni della storia del cinema, adesso a far stirare le calzette a Bond potrebbe essere la produzione del film che si appresta a cercare le lusinghe del botteghino, roba che la Spectre a paragone pare casa di Paolo Brosio.

Il primo effetto di questo restyling della figura di 007 era stato quello dell’abbandono del regista originale, Danny Boyle. A lui quel make up da Giovane Marmotta per uno che sui luoghi comuni ci aveva costruito un mito sembrava una faccenda da Braghettone, lo scultore chiamato a coprire gli inverecondi dindaroli del Giudizio Universale di Michelangelo.

Le novità

Secondo le indiscrezioni dunque, nel nuovo film Bond guiderà sempre l’iconica Aston Martin, ma non la ruggente versione DB5 con sei cilindri sei, con carburazione schietta e delinquenziale che, comunque la si pensi, nei film brinava la pelle dello spettatore, bensì la silenziosa e missilistica Rapide E. Trattasi di vero razzo da 600 cavalli che però fa il rumore di un ascensore newyorkese pieno di quaccheri muti. A immaginarsi un inseguimento e con un’auto rivale presumibilmente attrezzata in maniera egualmente soft il tutto rischierà di assomigliare ad una scena di “Figli di un dio minore”.

E poi niente più alcolici a go go; il mitologico Martini “agitato, non shekerato” potrebbe essere sostituito, se tanto ci dà tanto, da un centrifugato di sedano e carota? Acchiappare donne e spettatori con un frullato sarà opera ardua.

Sigarette? Manco a parlarne. D’ora in poi 007 avrà due opzioni: o ciucciare liquirizia o farsi assegnare dal mitico Q una sigaretta elettronica con razzo Sidewinder incorporato, così svappando svappando magari polverizza Bangok ma non inquina l’ambiente.

Le donne

Attenzione poi alla vera polpa di questa rivoluzione copernicana al contrario che tocca il nucleo dell’esistenza stessa di Bond: le donne. Niente più mordi e fuggi, niente più sessappiglio da piacione assoluto con verve da arbiter elegantiarum e, soprattutto, nulla più che possa suggerire letture sessiste nelle copule sciolte del nostro? E perché non Anna Mazzamauro come ultima Bond girl?

Insomma si mette male, si mette male perché la psicotica pulsione a voler verniciare di politcally correct anche le cose che di (benedetta) scorrettezza vivevano e lo facevano in ambito di assoluta fantasia è diventata ormai tiranna maledetta e cieca.

Ci si dimentica che ai registi di 007 nessuno ha mai chiesto di tenere il santino di Rossellini sul camino e il terrore c’è tutto. Da qui a spedire Homer Simpson a Exodus il passo è breve. No, non siamo pronti. Per carità ripensateci e ridateci la scorretta piacioneria di Sir Connery.

Redazione CiSiamo
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