Karadzic condannato all’ergastolo all’Aja per genocidio e crimini di guerra

I 40 anni inflitti a Karadzic in primo grado non sono stati ritenuti sufficienti per dare polpa procedurale alle accuse che lo avevano visto comparire alla sbarra.

Radovan Karadzic
Radovan Karadzic

Radovan Karadzic condannato in appello all’Aja per genocidio e crimini di guerra. I 40 anni che gli erano stati inflitti in primo grado non sono stati ritenuti sufficienti per dare polpa procedurale alle accuse che lo avevano visto comparire alla sbarra per il massacro di Sebrenica, per l’assedio ed il bombardamento di Sarajevo e per le atrocità compiute dietro suo input dal 1992 al ’95.

La sentenza

La sentenza di appello ha sposato quella di primo grado anche in merito alla estraneità del criminale serbo in ordine a massacri compiuti in altre sette località della Bosnia, ma ha inasprito il peso etico e giuridico di quelli accertati per tabulas.

Un lungo applauso e una sequela di fischi hanno accolto la lettura del dispositivo da parte del giudice danese Van Josen. Le mani che applaudivano erano quelle delle “Madri di Sebrenica”, l’associazione dei familiari delle vittime di quell’immane massacro. Lui, Karadzic, ha ascoltato la lettura della sentenza in silenzio e senza che il suo volto scavato tradisse alcuna emozione. A non provarne è abituato.

I capi di imputazione

Ci è voluta un’ora per leggere tutti i capi di imputazione e le decisioni relative a carico dell’ex leader dei serbi bosniaci. Il dottor Karadzic, 73enne psichiatra, venne arrestato alla periferia rurale di Belgrado nel luglio del 2008 dopo essere stato per anni uno dei ricercati di guerra più inafferrabili al mondo.

Una taglia milionaria messa sulla sua testa dagli Usa non aveva scalfito, non subito almeno, la sua verve di Primula Rossa inafferrabile perché beneficiaria di coperture a volte sfacciate. Memorabili le sue apparizioni fugaci, già da latitante, alle partite di calcio che andava a vedere perché gran patito dell’allora calciatore Sinisa Mikhailovich. Il suo alter ego dalla fedina penale immacolata era Dragan Dabic, medico zen con presunzioni da new age.

Il processo a suo carico iniziò nell’autunno del 2009 all’Aja, dove era stato estradato con gran clamore dopo un arresto che pare fu figlio del “tradimento” di alcuni contadini che lo avevano visto bighellonare in una zona rurale. Delle bestie che sconvolsero i Balcani con i loro orrori dopo la dissoluzione dell’ex Jugoslavia resta in attesa di giudizio di appello il solo generale Mladic, il “Boia di Sebrenica”, l’esecutore materiale del massacro. In primo grado, lui aveva già avuto il fine pena mai.

Redazione CiSiamo
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