Imane Fadil morta avvelenata, le sue ultime dichiarazioni: “Tutti sanno, nessuno parla”

Queste le ultime parole di Imane Fadil in aula prima della sua morte. Inoltre, forse, prima di esalare l'ultimo respiro, ha fatto anche il nome di chi voleva farle del male.

Imane Fadil
Imane Fadil

Ancora mistero sul caso di Imane Fadil, che pare essere morta a causa di un avvelenamento da sostanze radioattive. La giovane modella si sarebbe sentita male attorno al 20 gennaio. Una settimana prima, il 14 gennario, si era presentata al processo Ruby ter e aveva lasciato le sue ultime dichiarazioni: “Tutti sanno, nessuno parla. Aspettano che gli altri lo facciano. Ebbene io l’ho fatto, che cosa succede adesso?”

Imane Fadil sfrattata di casa

Quando si è sentita male, Imane Fadil è stata accompagnata all’ospedale di Rozzano da un amico di vecchia data, che le aveva dato ospitalità dopo che la modella era stata sfrattata dalla sua cascina di Chiaravalle.

Imane è stata trasporta all’ospedale dopo che ha accusato da forti dolori al ventre. Negli ultimi tempi era anche dimagrita molto. I magistrati hanno già ascoltato l’amico che l’ha ospitata due volte. “Nelle settimane precedenti al ricovero Imane era tranquilla, non era per nulla depressa o afflitta – ha confessato -. Anzi, era particolarmente combattiva e dopo l’esclusione come parte civile non aveva intenzione di gettare la spugna”.

I processi Ruby, per la modella trentaquattrenne, erano una vera ossessione. “Voglio giustizia. Sulle aule scrivono che la legge è uguale per tutti. Ma non è così, perché sono otto anni che siamo qui”.

Offerti 250 mila euro per rinunciare al processo

La senatrice Maria Rosaria Rossi le aveva offerto 250 mila euro affinché rinunci alla costituzione parte civile. Imane Fadil ha però respinto la proposta indignata: “Ho rifiutato lavori e tentativi di corruzione per anni, non mi piego proprio ora”.

La modella ha partecipato a otto cene e nel primo processo, come testimone racconta tutto quello che ha visto. Nell’ultimo periodo ripete però che ha ancora molto da dire su quelle serate a Villa San Martino.

L’accusa prima della morte

Imane Fadil, non ancora morta, aveva un grande cruccio: “Noi parti civili siamo state lineari con la giustizia, perché crediamo nella giustizia, ma non possiamo dire lo stesso della giustizia. Sembra quasi che ci debbano un favore quando è propriamente il contrario”.

Inizia a farsi sospettosa. Sarebbe stata lei stessa, infatti, a mettere i medici dell’Humanitas sulla drammatica pista del veleno. “Mi hanno avvelenato”, dichiara la modella. Inoltre, forse, prima di morire, ha fatto anche il nome di chi voleva farle del male. Su questo punto, tuttavia, il capo della procura di Milano Francesco Greco non ha fornito spiragli. “No comment”, si è limitato a dire.

Redazione CiSiamo
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