Nave Diciotti, ecco chi dà ragione a Salvini: “Soggetti pericolosi a bordo”

Caso nave Diciotti, secondo il capo di gabinetto del ministero dell'Interno, Prefetto Matteo Piantedosi "non si poteva escludere la presenza di soggetti pericolosi a bordo"

Nave Diciotti
Nave Diciotti

Caso nave Diciotti, secondo il capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Prefetto Matteo Piantedosi “non si poteva escludere la presenza di soggetti pericolosi a bordo”. Piantedosi è stato ascoltato dai giudici del Tribunale dei ministri di Catania. Dalle pagine del Tribunale, però, non emerge questo particolare. I giudici, al contrario, scrivono che “nessuno dei soggetti ascoltati ha riferito di informazioni sulla possibile presenza di ‘persone pericolose’.

Le dichiarazioni di Piantedosi

Piantedosi risponde che “non c’è stata una specifica segnalazione di allarme sulle persone a bordo della Diciotti. Ma la possibile presenza di soggetti pericolosi non si poteva escludere.

E ancora: “Tanto che l’allarme di possibili infiltrazioni di radicalizzati sui barconi era suonata ufficialmente già a ferragosto. Durante il comitato nazionale ordine e sicurezza, a San Luca. C’è un allarme generalizzato“, mette a verbale Piantedosi, “in questo caso non lo sapevamo perché non c’era un allarme specifico”. Eppure “il modello di comportamento tiene conto anche di questo. C’è il tema di proteggere le frontiere, la protezione delle frontiere anche dalla possibile verificazione di cortocircuiti di questo tipo”.

Il fascicolo

Nel fascicolo, a pagina 43 della relazione del tribunale di Catania, si legge che “nessuno dei soggetti ascoltati da questo tribunale ha riferito di informazioni sulla possibile presenza tra i soggetti soccorsi di ‘persone pericolose’ per la sicurezza e l’ordine pubblico nazionale”.

Nel fascicolo i magistrati scrivono anche che “va osservato come lo sbarco di 177 cittadini stranieri non regolari non potesse costituire un problema cogente di ‘ordine pubblico’ per diverse ragioni. In particolare – spiegano i giudici – in concomitanza con il ‘caso Diciotti’ si era assistito ad altri numerosi sbarchi dove i migranti soccorsi non avevano ricevuto lo stesso trattamento”.

Redazione CiSiamo
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