Imane Fadil avvelenata: “Tracce di metalli nel corpo della giovane”

Un addetto dell'obitorio rivela che al cadavere non possono avvicinarsi nemmeno parenti o amici. Dalle analisi preliminari sarebbe emerso che nei tessuti sono presenti radiazioni oltre i limiti di guardia.

Imane Fadil
Imane Fadil

Ancora mistero sul caso di Imane Fadil, la modella testimone del processo Ruby, morta avvelenata. La Procura di Milano adesso comunica che “nessuno si può avvicinare al cadavere”. E ora cominciano ad essere svolte le prime analisi sul corpo della giovane.

Tracce di sostanze nel corpo di Imane Fadil

Un’elevata presenza di cadmio e antimonio è stata trovata sul corpo della giovane morta in circostanze misteriose all’inizio del mese di marzo. A dichiararlo è stato il Pm di Milano Francesco Greco nel corso di una conferenza stampa. “Dagli esami sui liquidi biologici effettuati – ha detto il procuratore – sono stati trovati livelli superiori rispetto alla norma di cadmio e antimonio. Prima di pronunciarsi definitivamente sulla vicenda – ha aggiunto Greco – dobbiamo attendere l’esito degli esami autoptici. Nella morte di Imane Fadil non è esclusa anche la causa naturale – ha concluso – anche se tutti gli accertamenti svolti all’Humanitas non hanno riscontrato patologie”.

Radiazioni oltre i limiti di gaurdia

Alcune analisi del sangue, che servono a misurare la quantità di metalli pesanti, non hanno rilevato livelli di tossicità. Ma il test preliminare, che calcola la radioattività nei tessuti, segnala invece radiazioni oltre i limiti di guardia. A scoprirle, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, un laboratorio specializzato di Milano incaricato dalla Procura, che indaga per omicidio volontario.

L’ipotesi di avvelenamento

Si tratta di tracce di radioattività in quantità tali da accreditare l’ipotesi iniziale che la donna sia morta per un avvelenamento dovuto proprio agli isotopi dei metalli pesanti. Una contaminazione che un investigatore ha definito paragonabile a quella di una persona che ha lavorato per 30 anni in una fonderia. Se i dati venissero confermati, sarà compito delle indagini stabilire quando la giovane sia stata esposta alle radiazioni.

L’attesa dell’autopsia

“La concentrazione dei metalli radioattivi nel sangue di Imane Fadil era trascurabile”. Questa era stata la conclusione del centro antiveleni della clinica Maugeri di Pavia al termine delle prime analisi sul corpo di Imane Fadil. Solo l’autopsia, ora, e l’analisi dei tessuti, che secondo quanto si apprende dovrebbe essere eseguita mercoledì o giovedì, dovrebbe accertare se è stata proprio l’esposizione a sostanze radioattive a causare la sua morte.


Redazione CiSiamo
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