Farmacista “stakanovista”, i giudici le danno ragione

Una farmacista di Caserta ha vinto la propria battaglia legale: l'esercizio commerciale può rimanere aperto anche oltre gli orari stabiliti.

Farmacia
Farmacia (foto di repertorio)

Tenere una farmacia aperta oltre quanto stabilito dai turni è possibile: lo sa bene l’Ordine dei farmacisti di Caserta che dovrà risarcire una professionista che era stata denunciata perché “stakanovista”. La donna aveva chiesto anche un paccata di danè per i danni morali ma i giudici amministrativi non hanno trovato materiale probatorio sufficiente a giustificare una richiesta obiettivamente “tanta”.

La situazione della farmacia

La vicenda, trattata con dovizia di particolari da Caserta news e che ha una sua importanza di merito perché fa giurisprudenza o quanto meno orienta la medesima, prese piede nel 2009. Una farmacista venne “accusata” di non tener conto della turnazione fra servizio e riposo e, in buona sostanza, di lavorare troppo, inficiando la possibilità di introiti delle altre attività di settore.

Il provvedimento dell’Ordine che era scaturito da quella diatriba iniziale, che aveva portato alla sospensione della gestione, era stato poi confermato dalla Commissione per l’esercizio delle funzioni sanitarie ed era sfociato in un decreto regionale che di fatto “congelava” l’attività.

Un lungo iter giudiziario

Dopo una prima impugnazione la professionista era arrivata persino in Cassazione, con un lungo iter giudiziario che, nel 2013, aveva portato i giudici con la stola di ermellino e la toga rossa ad accogliere le obiezioni della farmacista e ad annullare il provvedimento disciplinare. Secca la valutazione “di merito”: una farmacia che non sia di turno ha il diritto di restare comunque aperta se il suo gestore lo decide; la cosa può far “rodere” la concorrenza ma non costituisce atto illegittimo.

Ricorso al Tar

La dottoressa non si era però fermata a quella ratio: aveva fatto ricorso al Tar chiedendo 11mila euro per gli incassi che le erano mancati nel periodo dello stop imposto (per alcuni giorni a fine 2010) e 100mila euro per il riconoscimento del nesso eziologico (causa effetto) fra l’azione sanzionatoria che aveva subito e lo stress che da essa ne era derivato, unitamente ad un danno morale e di immagine.

Il Tar ha accolto il ricorso sui mancati introiti ma non sul danno morale e ha anche specificato chi dovrà allentare i cordoni della borsa: solo e soltanto l’Ordine dei Farmacisti. Asl e Regione altro non avrebbero fatto che “accodarsi” alla linea sanzionatoria decisa dall’ordine, ergo sono “innocenti”.

Redazione CiSiamo
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