Interporto Sud Europa, arrestato patron Barletta per frode da 28 milioni

Arrestato Giuseppe Barletta, proprietario dell'Interporto Sud Europa. A suo carico accuse pesantissime per bancarotta fraudolenta e riciclaggio interno.

‘Ndrangheta in Piemonte: arrestato un assessore regionale
‘Ndrangheta in Piemonte: arrestato un assessore regionale (foto di repertorio)


Saranno rese note in giornata le date per gli interrogatori di garanzia a seguito dell’operazione “The Family”. La Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva ottenuto ieri l’arresto di Giuseppe Barletta, proprietario dell’Interporto Sud Europa. A suo carico accuse pesantissime per bancarotta fraudolenta e riciclaggio interno.

La Guardia di Finanza gli ha sequestrato un patrimonio di quasi 30 milioni di euro, roba da togliere il respiro solo ad accennare un conto eppure fetta minima di una mega transazione complessiva da oltre 130 milioni.

L’operazione “The Family”

L’arresto dell’imprenditore era avvenuto nell’ambito dell’operazione “The Family”, con cui la magistratura inquirente aveva preso di mira gli affari di quella che è di fatto la piattaforma di trasporto intermodale merci più grande del sud Italia. Secondo gli investigatori con le mostrine gialle, un vero super salvadanaio di denaro gestito in maniera illegale. Barletta era finito ai domiciliari, per disposizione del Gip competente che aveva ravvisato il pericolo di inquinamento delle prove ma non quello di reiterazione del reato, assieme al suo più stretto uomo di fiducia, Nicola Berti. Altri due indagati nella maxi operazione, fra cui un funzionario comunale, erano stati destinatari dell’esclusiva misura dell’obbligo di firma.

La dinamica

L’interporto Sud Europa si trova tra i comuni di Maddaloni e Marcianise e, dietro iniziativa degli operanti, nel novero delle quote societarie e dei beni immobili “figli” della sua presunta mala gestione, i finanzieri avevano messo le mani su un vero “tesoretto”, sequestrando 28 milioni di euro in tutto. Secondo l’accusa profilata dal sostituto procuratore Maria Antonietta Troncone e del collega Antonio D’Amato il team imprenditoriale guidato da “patròn” Barletta, esposto per debiti per circa 130 milioni, avrebbe prosciugato le casse facendo transitare liquidità presso altre società con sede anche all’estero. Per un gioco di scatole cinesi gli inquirenti avevano sequestrato anche i proventi dei canoni di affitto del cinema Cinepolis, situato all’interno del centro commerciale “Campania”.

Redazione CiSiamo
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