Violenza sulle donne all’indomani dell’8 marzo

Tra femminicidi, avvenuti anche lo stesso 8 marzo, e sentenze shock che assolvono gli stupratori, bisogna continuare ad operare contro la violenza di genere

Donna aggredita in chiesa
Donna aggredita in chiesa

Se volessimo dare un valore simbolico all’8 marzo 2019 potremmo dire che ha segnato l’inizio dell’escalation del terrore per le donne, facendo da cassa di risonanza a diverse forme di violenza, partendo dagli abusi per finire ai femminicidi.

I femminicidi dopo l’8 marzo

Subito dopo milioni di post, tweet, foto, striscioni, videomessaggi, concerti, fiaccolate, manifestazioni in occasione della ribattezzata “Giornata Internazionale della donna” dell’8 marzo, in Italia abbiamo provato il brivido di assistere a tre femminicidi in tre giorni. Partendo proprio dalla festa della mimosa inaugurata con la scabrosa telefonata nel napoletano di un marito che chiama le forze dell’ordine al grido di “Credo di aver ucciso mia moglie.”

Un dato non allarmante ma disarmante. Un dato che sembra darci la percezione di quanto il genere femminile possa essere in pericolo nella sua stessa essenza e vada necessariamente tutelato.

Un retaggio medievale

L’abuso di una ragazza ventiquattrenne nell’ascensore della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano ci parla di brutalità premeditata e consapevole da parte di tre ragazzi persecutori che mettono in piedi una difesa quanto mai fuorviante. E purtroppo ha addirittura incontrato il favore del Presidente dell’EAV che – nel vano tentativo di difendere il proprio settore – ha dato parte della responsabilità dell’accaduto alla vittima, definendola superficialmente “amica” dei suoi aggressori. Speravamo che il preconcetto della donna consenziente e pertanto non più vittima ma complice, parte in causa, fosse stato ampiamente superato dalla conclamata ed elevata percentuale di donne che subiscono maltrattamenti o abusi da parte dei propri compagni, mariti o ex. Ma ci rendiamo conto che non sono pochi coloro che restano ancora ancorati ai retaggi medievali.

I dati di “Pitagora”

A dare riscontro dell’inconsistenza delle teorie di questa porzione di mentalità ben radicata nella nostra società è un bilancio della banca dati “Pitagora” della polizia, predisposta dal gennaio 2017 per casi di violenza di genere, violenza domestica e stalking. La banca dati registra 210 arresti, 340 denunce, 125 allontanamenti da casa, 18 ammonimenti del questore, in cui l’86% degli aggressori sono maschi con età media 42 anni ed il 69% di nazionalità italiana, mentre le vittime sono per l’83% donne con medesima età media e – udite, udite – il luogo della violenza è nell’80% dei casi la propria abitazione.

Le coltellate a Patrizia

In questo quadro dai colori smorti nel quale sono intrappolate le donne, l’unico colore dominante è il rosso spietato del sangue versato, come quello di Patrizia colpita da 30 coltellate di cui 14 profonde alla schiena dal marito geloso, possessivo e violento, che lei ha sopportato e mantenuto per oltre 23 anni. Il figlio Gaetano amaramente dichiara “Ci vorrà tempo prima che mamma guarisca, più per le cicatrici che le rimarranno nell’animo che per le coltellate che mio padre le ha dato”.

Sentenze shock

Ancora identità familiari ripiegate su se stesse, smembrate, implose e poi esplose, che lentamente delineano una traiettoria distorta che si fa largo nello sgomento globale, nella confusione di azioni e reazioni uguali e contrarie che generano un nuovo esercito di carnefici che inconsapevolmente avanza e fa massa, diventando quasi una casta.

Difficile riporre le speranze in una magistratura dalle recenti sentenze-shock, che oltre alle “tempeste emotive” retrocede ancora a piede libero, con l’ultima sentenza emanata dai giudici – donne – della Corte d’Appello di Ancona che assolve due giovani condannati per violenza sessuale a causa del presunto aspetto fisico mascolino della vittima.

Un programma di contrasto efficace

Doveroso operare, instancabilmente, affinché la visione d’insieme delle forze di contrasto alla violenza di genere diventi più ampia e completa al fine di poter prevenire ulteriori involuzioni e determinare un programma di contrasto efficace ed immediato.

Redazione CiSiamo
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