Trattativa Stato-mafia: la copia delle telefonate distrutte di Napolitano

In libreria dal 15 marzo l'ultimo libro di Attilio Bolzoni. Si intitola "Il Padrino dell’Antimafia". Narra la storia di Antonello Montante.

Trattativa Stato-mafia
Trattativa Stato-mafia

In libreria dal 15 marzo l’ultimo libro di Attilio Bolzoni. Si intitola “Il Padrino dell’Antimafia”. Narra la storia di Antonello Montante, un siciliano “nel cuore” di un boss di Cosa Nostra che dopo qualche anno diventa misteriosamente un simbolo italiano della Legalità.

Trattativa Stato-mafia

Nel libro racconta di una macchinazione intorno alle telefonate fra l’ex presidente Napolitano e l’ex ministro Mancino. Quattro conversazioni che sono agli atti del processo sulla trattativa Stato-mafia e che la Corte Costituzionale aveva ordinato di distruggere

Ufficialmente le conversazioni vengono distrutte il 22 aprile del 2013. Spariscono nell’antico carcere dell’Ucciardone.

C’è però il sospetto che una riproduzione delle suddette intercettazioni possa essere caduta nelle tasche di Montante. Forse nascosta nelle pen drive distrutte da lui stesso il giorno del suo arresto nell’appartamento di Milano il 14 maggio 2018. Eppure potrebbe essere che una riproduzione possa essere stata nascosta da mani più sicure, forse per favorire un ricatto di Stato.

Le intercettazioni

Agli atti dell’inchiesta ci sono più di 100 pagine dedicate alla “forte preoccupazione” che prova Giuseppe “Pino” D’Agata, colonnello dell’Arma in forza al servizio segreto civile, quando il Ministero della Giustizia chiede “spiegazioni” sulle telefonate del capo dello Stato.

Il sospetto di chi indaga nasce dalla testimonianza di Marco Venturi, uno degli imprenditori che rivela dall’interno le relazioni più scabrose di Montante, a raccontare ai magistrati di una cena avvenuta “nella primavera del 2014”.

La testimonianza

“Durante la cena ebbi modo di notare che D’Agata consegnava, in maniera furtiva e cercando di nasconderla alla vista, una pen drive al Montante.”

L’ufficiale è dentro l’inchiesta Montante e viene ascoltato per mesi. Parla con la moglie, parla con i colleghi della Dia, parla con il suo superiore Arturo Esposito.

In una conversazione captata il 31 gennaio del 2016 D’Agata è inquieto, la moglie gli dice che non deve agitarsi “per la vicenda” e lui le comunica che è riuscito a “trovare l’articolo”. L’articolo di cui parla è uscito il 9 novembre sul quotidiano Libero. Si intitolava “Ingroia e le telefonate di Napolitano… Vi svelerò il contenuta”. Qui l’ex procuratore annuncia che avrebbe scritto un libro dove sarebbe stato rivelato il testo delle conversazioni tra Mancino e Napolitano.

Le indagini

Tutti i protagonisti della vicenda sono a conoscenza delle indagini. Montante cambia scheda del telefono per l’ennesima volta. D’agata utilizza il telefono del suocero. Cuva comunica attraverso un’utenza intestata a un generale della Finanza, tutti si mettono in moto “per attingere notizie”.

Antonello Montante parla con il generale Arturo Esposito, che a sua volta coinvolge l’ex Presidente del Senato Renato Schifani. Tutti, oggi, sono a processo per avere “veicolato” informazioni segrete al fine di favorire Montante.

Redazione CiSiamo
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