Mafia nigeriana schiavizza minorenni con rito voodooe e le fa prostituire

Riti voodoo e prostituzione minorile, quattro arresti della Squadra Mobile di Catania disarticolano l'ennesima cellula della mafia nigeriana.

Mafia nigeriana costringe minorenni a prostituirsi
Mafia nigeriana costringe minorenni a prostituirsi

Riti voodoo e prostituzione minorile, quattro arresti della Squadra Mobile di Catania disarticolano l’ennesima cellula della mafia nigeriana. Agghiacciante il loro modus operandi: trafficavano in giovani donne e attribuivano il debito che avrebbero dovuto estinguere per pagare le spese del viaggio alla volontà di una entità oscura e in barba all’Editto di Oba, proclamato da Edo State Uware II, massima autorità religiosa nigeriana che aveva proibito la tratta di esseri umani per mezzo del soggiogamento con i riti di Magia Nera.

Quel comandamento scioglieva le giovanni donne dall’obbligo di prostituirsi. Ma gli indagati, intercettati, avevano tirato fuori motivazioni regionali d avevano scavalcato l’Editto, mettendo le minoreni a battere lungo le strade del Casertano, assegnate una per una agli “Ugbo”, alle fette di terreno il cui usufrutto dovevano pagare con 100 euro al mese, a cui si sommavano le somme incassate dal meretricio vero e proprio.

Gli arresti

A essere tratti in arresto sul disposizione della Procura Antimafia di Catania, Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione e con l’avallo del Gip competente sono stati Helen Ihama, del 1977, Eddy Ihama, dell’83, chiamato “Daddy”, Epios Amolwi, classe 1988, detta “Infoma” e Juliet Eghianruwa, del 1994, detta “agadda” e “Mamma di Destiny”, nelle sue mansioni di “madame”, cioé di responsabile della vita, della morte e soprattutto della resa su strada di una singola vittima.

Tutti gli arrestati sono stati ammanettati in provincia di Caserta, fra Frignano e Casapesenna, dopo un’indagine che aveva preso piede dalle dichiarazioni di una vittima, per cui gli inquirenti hanno coniato il nome di rappresentanza di “Onda”.

Traffico di esseri umani

Sono responsabili a vario titolo e con ignoti di un traffico di esseri umani che dalla Nigeria e via Libia, riforniva di prostitute minorenni il Litorale Domitio e le strade dell’Agro Aversano. Il mastice per tenere incatenate le giovani prostitute alle loro mansioni di schiave del sesso era il rito Ju-Ju, un rituale voodoo che vincola le donne all’obbedienza assoluta alle loro madames, che possono disporre della loro fedeltà o maledirle in caso di proteste.

La somma da pagare per liberarsi

Ciascuna di esse, dopo il rito, avrebbe dovuto ripagare 20mila euro per sdebitarsi con stregoni intermedi ed entità superiori, pena una morte orribile. “Onda – si legge nell’ordinanza – era giunta presso il porto di Catania in data 1.7.2016 a bordo della nave della Guardia Costiera Italiana ‘Luigi Dattilo – CP 940’, unitamente ad altri 359 migranti di varie nazionalità. (…) Arrivata sul territorio nazionale la minore era stata contattata dalla madame che l’attendeva in Italia: la donna le aveva preannunciato che avrebbe provveduto a prelevarla dal centro di accoglienza ove era stata collocata per avviarla alla prostituzione su strada al fine di saldare il debito d’ingaggio contratto in madrepatria. L’attività tecnica avviata, curata da personale della Squadra Mobile di Catania, – prosegue l’agghiacciante nota degli inquirenti – permetteva di identificare la madame di Onda nell’indagata IHAMA Helen e di appurare, altresì, che la citata minore non era un affare isolato poiché la IHAMA aveva reclutato altre connazionali già ‘messe a reddito’ nel settore della prostituzione su strada e aveva, altresì, il controllo di numerose postazioni lavorative nel casertano che concedeva in godimento a connazionali in cambio di un corrispettivo mensile in denaro pari a circa 100 euro. (…)”

Le intercettazioni

I particolari emersi dalle intercettazioni a carico degli indagati, relativi agli aspetti esoterici della vicenda, sono grotteschi.

L’editto di Oba era vincolante: “Con tale editto, infatti, l’Oba aveva ‘annullato’ gli effetti dei riti Ju-Ju celebrati per vincolare le vittime all’ubbidienza nei confronti delle proprie madame e ciò metteva evidentemente a rischio il potere di coercizione esercitato per costringere le giovani all’osservanza. Al riguardo alcuni degli indagati, preoccupati delle possibili ripercussioni dell’editto sull’andamento dei loro affari, proponevano peculiari interpretazioni affermando che l’Editto – al pari della legge – non potesse avere effetto retroattivo e non potesse applicarsi alle vittime già sottoposte a sfruttamento in Europa e già sottoposte in precedenza al rito Ju-Ju, altresì affermavano con certezza che l’Editto potesse valere solo per i cittadini di Edo State e non già per tutti i cittadini nigeriani (‘le regole di Oba devono essere interpretate per bene! Perchè Oba non ha mai parlato di annullare i debiti. E poi, costi quel che costi, io voglio che mi venga scontato il debito! Oba non ha mai detto a nessuna ragazza che già si trova qua (in Italia) di non pagare il proprio debito. A me non importa di quello che dice Oba, tanto io non sono di Benin!”.

Redazione CiSiamo
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