Reddito di cittadinanza, Di Maio: “Nessun sussidio per esponenti Spada”

Ieri è partito il reddito di cittadinanza, e oggi, giovedì 7 marzo, si aggiunge una nuova polemica alla polemica. Sembrerebbe, infatti, che anche il clan Spada sia stato in fila ai Caf.

Ieri è partito il reddito di cittadinanza, e oggi, giovedì 7 marzo, si aggiunge una nuova polemica alla polemica. Sembrerebbe, infatti, che anche il clan Spada si stato in fila ai Caf per poter prenotare il loro reddito di cittadinanza. La famiglia, di origini sinti, e partita dall’Abruzzo negli anni’50, ora, quindi, nonostante una condanna in primo grado per “associazione mafiosa”, vuole ottenere il discusso sussidio.

Il commento di Di Maio

Luigi Di Maio ha commentato la notizia su alcuni appartenenti alla famiglia Spada. “Leggo che alcuni membri del clan Spada avrebbero avanzato richiesta. Non so se è vero, ma posso garantire che chi fa parte del clan Spada non prenderà un solo euro. Nemmeno uno! Ho già chiesto personalmente di fare le opportune verifiche sul caso”.

Il provvedimento è una misura “per il sostegno degli invisibili. Vuole ridare una speranza a chi la merita”.

La ricostruzione della vicenda

Gli Spada hanno preso appuntamento per compilare il modello Isee, documento necessario per poter presentare la domanda per il reddito di cittadinanza. “Almeno tre nuclei della famiglia Spada – comunicano da Ostia – hanno preso appuntamento per la compilazione dell’Isee. Il documento è senz’altro prerogativa per poter chiedere poi il reddito di cittadinanza”.

Il clan Spada

La famiglia porta un cognome pesante, un cognome che inevitabilmente è echeggiato dal centro di assistenza fiscale di Ostia fino a raggiungere parecchie testate. I componenti della famiglia sono stati più volte condannati per reati come estorsione e minacce con l’aggravante del metodo mafioso.

Gli Spada presenteranno il loro Isee al centro di assistenza fiscale di Ostia e proveranno a chiedere il reddito di cittadinanza.

Risultano nullatenenti

Alcuni appartenenti alla famiglia risultano nullatenenti. Ci si chiede però se loro abbiano ho no diritto al reddito di cittadinanza. L’associazione criminale è peculiare per il suo carattere familiare e che continua a spadroneggiare a Ostia. Questo nonostante gli arresti e le operazioni delle forze dell’ordine che hanno “decapitato” i vertici del clan.