Attentato terroristico in Somalia, esplode autobomba: 4 morti e 9 feriti

Un'autobomba carica di esplosivo ha scatenato l'inferno davanti a un ristorante in pieno centro a Mogadiscio, in Somalia.

Attentato terroristico, esplode autobomba
Attentato terroristico, esplode autobomba

Un’autobomba carica di esplosivo ha scatenato l’inferno davanti a un ristorante in pieno centro a Mogadiscio, in Somalia. L’attentato, perché di attentato si tratterebbe, ha fatto quattro morti e nove feriti gravi. Al Shabaab ha rivendicato la paternità del botto.

L’attacco terroristico

A informare dell’ennesimo attacco terroristico in una Somalia ormai martirizzata dall’integralismo islamico un alto funzionario della polizia somala, l’AFP, Ibrahim Mohamed che ha confermato matrice e modalità alle agenzie, prima fra tutte East African.

Il luogo dell’attentato è stato scelto con cura; il ristorante davanti al quale sostava l’autobomba è infatti a pochi passi dal palazzo presidenziale ed ancor meno dal posto di blocco fisso che la polizia attua per garantire sicurezza agli uffici governativi.

Agghiaccianti le prime testimonianze che stanno facendo il giro del mondo in queste ore, veicolate dalle agenzie. “L’esplosione è stata potentissima, e abbiamo potuto vedere polvere e detriti ricoprire tutta l’area, è stata un’autobomba”; parole queste di un teste diretto, peraltro ferito al capo, Ibrahim Farey.

Aisha Hassan

Aisha Hassan, che era presente a poco meno di due isolati dal luogo dell’esplosione e che ha potuto avvicinarsi nell’immediatezza del caos scaturito dalla stessa ha affermato che “diversi veicoli sono stati distrutti e gli edifici danneggiati”.

Il governo somalo, che ha già avuto 30 suoi cittadini uccisi dagli attacchi di Al Shaabab da gennaio, ha promesso in una nota ufficiale che la reazione sarà durissima.

Minacciosi e chiari i toni della rivendicazione dei terroristi, che è giunta attraverso una telefonata. In essa una voce ha affermato di aver piazzato l’autobomba perchè “i nostri combattenti hanno preso di mira uno dei checkpoint degli apostati del palazzo”.

Toni più esasperati

Dopo la battaglia di Mogadiscio, in cui gli integralisti avevano ucciso tra gli altri due generali e sette ufficiali inferiori, i toni dello scontro di erano ancor più esasperati.

I membri di Al Shabaab erano stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 dalla missione “22.000” dell’Unione Africana AMISOM, e avevano dovuto abbandonare la maggior parte dei loro presidi, ma a partire dal 2017, anno in cui il neo eletto presidente Mohamed Abdullahi Mohamed aveva dichiarato loro guerra, la loro controffensiva si era fatta praticamente micidiale e costante, grazie alla loro permanenza nelle aree rurali del paese e ai fondi di stati canaglia a trazione sunnita e ai proventi di sequestri, come quello che si teme possa aver interessato la nostra Silvia Romano.

Redazione CiSiamo
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