Omicidio Rozzano, killer resta in cella: c’è la premeditazione

Emerge la premeditazione nell'omicidio di Rozzano. L'uomo che ha ucciso il genero è attualmente in carcere così come il suo complice.

Il Gip ha convalidato il fermo dell’uomo che lunedì 25 febbraio ha ucciso il suo ex genero a Rozzano, in provincia di Milano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è conseguente al reato di omicidio aggravato dalla premeditazione. L’assassinio, dal proprio canto, continua a insistere sulla non programmazione dell’accaduto.

Rozzano, cosa è accaduto

L’assassinio parla di vendetta avvenuta per istinto. Il 35enne, che ha comunque confessato l’omicidio, ha sempre parlato di una reazione d’impeto, dettata dalla sete di vendetta, e non di un’azione decisa da tempo. Il giudice, invece, ha confermato l’aggravante della premeditazioni. L’uomo rischia l’ergastolo così come il suo complice.

Una trappola in piena regola

La bambina, intanto, stava concludendo un incidente probatorio durante il quale ha parlato degli abusi subiti dal nonno. Il tutto è stato successivamente confermato in un’altra audizione protetta.

Secondo gli inquirenti non è da escludere l’ipotesi che il 63enne potesse essere stato attirato in una trappola in segno di vendetta. Tutto questo con l’intento di farlo salire da Napoli a Rozzano, zona dalla quale non passava più da mesi.

Redazione CiSiamo
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