Quartaccio a Roma come Gomorra, arrestata la “Donna Imma” della borgata

Sgominato a Roma un traffico di droga gestito dalla compagna del boss Vastante, che aveva preso le redini del clan dopo la scomparsa dell'uomo

Evade dai domiciliari
Evade dai domiciliari

Sgominata dall’Antimafia la “Gomorra” del Quartaccio a Roma, con 20 arresti e una storia criminale che fa il paio con la fiction ma che fiction non è. Ai suoi vertici “Donna Imma”, al secolo Ada Salvucci, che avrebbe gestito per anni un sodalizio criminale dello spaccio con metodo e rituali che richiamano la protagonista femminile della serie televisiva, moglie del boss Savastano.

Il clan in mano a “Donnna Imma”

Secondo l’informativa che in queste ore sta facendo il giro dei media e che indica per ora la sola presunzione accusatoria, la Salvucci è compagna di Massimiliano Vastante, al secolo dell’onomastica di mala “Sanpipponio”. Si tratta di un personaggio indicato come di alto spessore criminale e molto noto negli ambienti della mala laziale. Dopo la sua latitanza e successiva morte a prendere le redini del clan era stata, secondo gli inquirenti, la sua donna, “Donna Imma” (che è anche il nome dato dagli inquirenti all’operazione).  

Le indagini

Il clan aveva la sua base nella borgata Quartaccio e lì e da lì “trafficava e spacciava ogni genere di droga”. Gli agenti del Commissariato di Polizia di Primavalle, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda capitolina hanno arrestato quindi 20 persone, tutte organiche al sodalizio. Le indagini erano partite nel 2015, proprio durante le ricerche del latitante “Sanpipponio” Vastante; gli inquirenti avevano iniziato a pedinare i suoi familiari, “accertando che la compagna insieme ai figli I.S. e A.V., insieme a M.C. e J.V. avevano intrapreso un’attività di spaccio nello stabile in cui vivevano”. Analizzando uno dei cellulari trovati alla donna, i poliziotti erano riusciti a rintracciare e arrestare nell’aprile 2016 il latitante, morto poi il 2 settembre dello stesso anno, prima che fuggisse nelle Canarie.

L’organizzazione

L’ascesa del clan è proseguita, come accertato, ampliata nel bacino di utenza, affinata nelle modalità operative e diversificata nella tipologia delle sostanze vendute. Nel corso dell’inchiesta numerosi sono stati gli arresti come i sequestri di cocaina, crack e hashish, come anche due pistole con munizionamento. Un’organizzazione, con un fatturato annuo quantificabile in milioni di euro, adesso smantellata con le 20 ordinanze di custodia cautelare. A casa della Salvucci, durante la perquisizione, è stato trovato un vero tesoretto sulla cui provenienza si sta indagando: fra gli oggetti posti sotto sequestro anche 3 Rolex, un Cartier e un Patek Philippe oltre a 12 mila euro in contanti e un disturbatore di frequenza.

Redazione CiSiamo
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