Disabile aggredita a Roma, Antonio Casamonica condannato

L'aggressione è avvenuta all'interno del Roxy Bar a Roma. Le indagini hanno portato all'arresto di Antonio Casamonica e alla condanna per lesioni aggravate.

Aggredita disabile in un bar a Roma, Antonio Casamonica condannato a 7 anni
Sono sette gli anni decisi dal Tribunale di Roma per Antonio Casamonica

Aggressione al Roxy Bar della Romanina, pugno duro del Tribunale contro Antonio Casamonica, che si è visto infliggere sette anni tondi tondi per le percosse alla disabile filmate il 1 aprile dell’anno scorso. Il Pubblico Ministero d’aula, Giovanni Musarò,  lo stesso che incarna l’accusa nel processo bis per l’omicidio di Stefano Cucchi, aveva chiesto sette anni e quattro mesi totali.

Condanna per Antonio Casamonica

I particolari di quella sconcertante vicenda sono noti, al di là delle risultanze d’aula di queste ore. Due membri del clan Da Silva (italianizzato ormai in Di Silvio) entrarono in un bar e, per futili motivi, arrivarono a pestare il titolare e sua figlia, una giovane diversamente abile. Le videocamere immortalarono tutto e consentirono agli inquirenti di risalire agli autori del blitz.

Dagli atti del processo conclusosi contro Antonio Casamonica era emerso che nome di famiglia e nomea criminale erano anche serviti per creare un clima di intimidazione che, in aula, durante il rito abbreviato, aveva innescato paure e silenzi vicini alla reticenza.

Aggredito un disabile

I membri del commando avevano infatti ricordato al titolare che quella era zona loro, e che l’uomo avrebbe fatto bene a non dimenticarlo. Addirittura si erano registrati “ordini” in diretta, con gli imputati a gridare ai testi
«dì che ti ho aiutato». Insomma, un contesto che, al di là di una natura squisitamente procedurale, aveva letteralmente farcito di paura una parte di quell’aula di giustizia.

La sentenza

Ma non al punto da fermare la legge e chi, nell’applicarla, incarna la parte accusante. Le richieste del Pm erano state fondate sulla profilazione penale di violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso (che per i Casamonica ormai pare diventato un “must” procedurale a prescindere, la Cassazione dovrà far luce a breve sui criteri di applicabilità di quel “cappello giuridico”) e sono andate a meta con una sentenza esemplare, che prevede anche scorpori civili per grossi risarcimenti e interdizione perpetua dai pubblici uffici per il condannato.

Ad occuparsi delle sorti dei coimputati per quei fatti, in altro processo, era stato il Gup Tommaselli, che aveva complessivamente inflitto quasi 12 anni di carcere ad altri tre membri del clan.

Redazione CiSiamo
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