“Arrestatemi, non ho i soldi per pagare l’affitto e sono evaso evaso dai domiciliari”

"Non ho i soldi per pagare l'affitto di casa, vi prego: arrestatemi". Detenuto cosentino evade e trova vitto e alloggio senza pensieri a tormentare il suo sonno in quel di Firenze.

"Non ho i soldi per l'affitto: arrestatemi"

“Non ho i soldi per pagare l’affitto di casa, vi prego: arrestatemi”. Detenuto cosentino evade e trova vitto e alloggio senza pensieri a tormentare il suo sonno in quel di Firenze. Non succede così spesso che un detenuto agli arresti domiciliari scelga il carcere e, addirittura, se lo scelga fra i più comodi facendosi 450 chilometri in pullman.

Non è cosa frequente ma neanche è cosa rarissima, almeno stando a quanto riportano le cronache campane delle ultime ore. Un 25enne di origini calabresi ma tenuto agli arresti domiciliari lungo il Litorale Domizio, in provincia di Caserta, ha deciso che no, proprio non ce la faceva più a respingere le continue e minacciose richieste del padrone di casa di saldare i mensili con cui era in arretrato per la pigione e, data la sua particolare situazione, ha trovato l’uovo di Colombo.

Evadere dai domiciliari per andare in carcere

Essendo detenuto per un procedimento giudiziario con la custodia ai domiciliari, ha pensato che, evadendo dai medesimi e consegnandosi alla giustizia, avrebbe trovato un alloggio più tranquillo, lontano dai rimbrotti del padrone di casa e, soprattutto, con vitto assicurato che non guasta mai.

Ma il nostro è oggettivamente un genio e, essendo come tutti gli “addetti ai lavori” anche un vero esperto delle location carcerarie che Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria tiene sparse lungo lo stivale, si è andato anche a scegliere la città dove costituirsi, quella con il carcere più “comodo“: Firenze.

Il carcere di Sollicciano infatti pare che sia migliore di quelli dove l’uomo avrebbe scontato la pena se si fosse costituito a Castel Volturno, dove risiede. Nulla di più normale perciò che evadere violando il provvedimento restrittivo, prendere un pullman diretto a nord e scendere dietro Santa Maria Novella a Firenze, per andare a costituirsi dai carabinieri della locale compagnia e puntare sulla casa circondariale “total confort” (secondo il suo metro, sia chiaro) di Via Girolamo Minervini nella città di Dante.

Lo stesso Sommo meglio non avrebbe potuto esprimere il guizzo di ingegno del nostro: “Libertà va cercando ch’è sì cara”. Solo che la libertà del giovane era cara nel senso di costosa, tanto costosa da metterci rimedio con una prigionia volontaria. Questione di prospettive.

Redazione CiSiamo
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