Squadra di calcio sequestrata: la Misterbianco sotto la lente d’ingrandimento

Sotto inchiesta il gruppo Placenti attivo nella provincia di Catania nel gioco delle scommesse online: squadra di calcio sequestrata dai Finanzieri.

Squadra di calcio al centro dell’indagine della Guardia di Finanza
Al vaglio degli inquirenti la situazione del club siciliano

Un’intera squadra di calcio sequestrata in Sicilia, sarebbe “Cosa loro”, dove loro sono il gruppo Placenti, società catanese leader nel gioco d’azzardo on line e considerata contigua agli interessi della malavita organizzata. Il provvedimento è stato emesso da Gup di Catania nei confronti dell’Asd Misterbianco, squadra che milita nel campionato siciliano di Promozione.

Le indagini della Guardia di Finanza

Il Gico della Guardia di Finanza e la Procura etnea ritengono, in ipotesi, che il passaggio dalla Lineri, un’altra vecchia società di calcio anch’essa sequestrata e l’attuale posta sotto custodia giudiziale in queste ore sia servito solo a dare polpa a flussi di denaro provento delle attività non proprio specchiatissime del gruppo Placenti all’interno del gaming on line.

Gruppo attivo nelle scommesse online

Quella particolare branca delle molteplici attività del gruppo, indicato dalla procura come “mafioso” era finita al centro dell’operazione Revolution Bet, con cui nel mese di novembre 2018 gli inquirenti avevano scardinato un vasto giro di scommesse (presuntivamente) illegali i cui proventi venivano poi rintrodotti in canali convenzionali, o nel mondo del gaming stesso ma fuori confine (Malta e Regno Unito) oppure in attività di differente natura su suolo italiano.

La vicenda della Misterbianco

La squadra di calcio del Misterbianco sarebbe, appunto, una di quelle. Il flusso da circa 600mila euro che era transitato nelle casse della società infatti era apparso agli occhi dei finanzieri operanti del tutto sproporzionato rispetto alle capacità di cassa dichiarate dai vertici del sodalizio calcistico.

Si era andati perciò a spulciare da quelle parti e ci si era accorti che gli assetti societari del gruppo Placenti e quelli della squadra di calcio convergevano perfino da un punto di vista del domicilio societario, che era il medesimo, casa di Placenti appunto.

Da lì a fare lo screening delle diverse attività che, da quel bouquet, si dipanavano attraverso il meccanismo delle intestazioni fittizie era stato un attimo, e ad essere scoperchiato era stato un vero vaso di Pandora: autolavaggi, rimesse di barche, autosaloni, società di noleggio acquascooter e perfino una palestra.

Possibile binomio tra squadra di calcio e mafia

Le attività di indagine proseguono per dare consistenza a quella che, per ora, è solo la preliminare lettura dei fatti secondo le direttrici procedurali della parte che, nel processo, è destinata a sostenere l’accusa. Nella cronistoria delle male ci sono precedenti illustrissimi che vedono intersecarsi le sorti di squadre di calcio con quelle dei sodalizi delle coppole storte.

Uno per tutti quello della squadra di calcio dell’Albanova calcio che, in una passata gestione degli anni 90, venne indicata come interamente organica agli interessi del clan di Francesco “Sandokan” Schiavone, definita dal gip che la sequestrò mentre militava in C2 «uno dei giocattoli preferiti del clan».

Le successive gestioni societarie di quel team non ebbero comunque nulla a che spartire con gli interessi della camorra e giova ribadirlo.

Redazione CiSiamo
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