Summit in Vaticano sulla pedofilia, testimonianza shock di una ragazza costretta ad abortire

Papa Francesco ha aperto il summit in Vaticano, della durata di quattro giorni, inerente al tema della pedofilia e degli abusi sessuali. Sconvolge tutti la testimonianza di una ragazza abusata per 13 anni e costretta ad abortire tre volte.

Papa Francesco ha aperto la quattro giorni al Vaticano per parlare della piaga della pedofilia all’interno degli ambienti religiosi. All’evento stanno partecipando diversi capi della Chiesa cattolica. Ai 190 presenti nell’Aula Nuova del Sinodo il Papa ha parlato della problematica degli abusi sessuali.

Le parole del Santo Padre

«Il popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre”. Lo scandisce il Papa aprendo la quattro giorni di summit in Vaticano da lui fortemente voluta per arginare la piaga della pedofilia insieme ai capi della Chiesa cattolica».

Lotta alla pedofilia

«Cari fratelli, dinanzi alla piaga degli abusi sessuali perpetrati da uomini di Chiesa a danno dei minori – dichiara Papa Francesco – ho pensato di interpellare voi, patriarchi, cardinali, arcivescovi, vescovi, superiori religiosi e responsabili».

«Ho deciso di fare questo affinché tutti insieme ci mettiamo in ascolto dello Spirito Santo. Con docilità, alla Sua guida, ascoltiamo il grido dei piccoli che chiedono giustizia».

La testimonianza di una donna

Durante la mattinata sono state proiettate alcune testimonianze che riguardano le vittime. La sua identità è stato protetta ma le sue parole hanno lasciato il segno. «Dall’età di 15 anni ho avuto relazioni sessuali con un prete. Questo è durato 13 anni. Sono stata incinta tre volte e mi ha fatto abortire tre volte. Non voleva usare profilattici o metodi contraccettivi. All’inizio mi fidavo così tanto di lui che non sapevo potesse abusare di me».

«Avevo paura di lui e ogni volta che mi rifiutavo di avere rapporti sessuali con lui, mi picchiava. E siccome ero completamente dipendente da lui economicamente, ho subito tutte le umiliazioni che mi infliggeva. In questa relazione non avevo il diritto di avere dei “ragazzi”. Ogni volta che ne avevo uno e lui veniva a saperlo, mi picchiava. Mi dava tutto quello che volevo, quando accettavo di avere rapporti sessuali; altrimenti mi picchiava». 

Redazione CiSiamo
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