Giuseppe Siino morto, in casa gli trovano 104 armi

Si è suicidato a San Michele delle Abbadesse il figlio del "Ministro dei lavori pubblici" della mafia: Giuseppe Siino, 47 anni, figlio del boss pentito Angelo.

Il boss pentito Angelo Siino
Il boss pentito Angelo Siino

Si è suicidato a San Michele delle Abbadesse il figlio del “Ministro dei lavori pubblici” della mafia: Giuseppe Siino, 47 anni, figlio del boss pentito Angelo, ha messo fine alla sua vita con un colpo di pistola. Non avrebbe potuto fare altrimenti, in quanto a scelta del metodo per compiere l’insano gesto, visto che di armi in casa ne aveva ben 104.

Si infittisce il mistero sulla morte del giovane rampollo di quello che per lungo tempo era stato considerato l’erede di Pippo Calò, quel “cassiere” della mafia che aveva instradato decine di giovani leve verso l’attività di gestire gli immensi patrimoni di Cosa Nostra e di inserirli nelle opere pubbliche dello stivale.

Litigio con la moglie

Da un punto di vista delle indagini sul fatto, parrebbe che il suicidio di Siino non sia da mettere direttamente in relazione con lo status di pentito del padre. L’uomo pare avesse avuto, due giorni fa, una fortissima esplosione di violenza dovuta alla scoperta di una (presunta) relazione extraconiugale della moglie.

La donna era stata picchiata più volte e, nella circostanza specifica relativa alla rivelazione di essere stato tradito, raggiunta sotto la doccia e pestata a sangue con il naso sbattuto contro un lavandino. Per quel motivo la moglie di Siino in precedenza aveva telefonato alla suocera chiedendole di poter venire stare da lei con i figli.

Nelle more dell’ultimo pestaggio invece, con il marito idrofobo, non le era restato altro da fare che fuggire di casa con il figlioletto di 4 mesi e chiedere aiuto ad una vicina. A quel punto in casa si era sentito esplodere un colpo; era quello con cui Siino metteva fine alla sua vita.

104 armi

Ma il mistero nel dramma doveva ancora venire. Quando i carabinieri hanno perlustrato al casa per i rilievi sul fatto di sangue è spuntato fuori un arsenale vero e proprio, spropositato per mole e complessità: 104 armi, tutte intestate alla moglie, con cui si sarebbe potuto mettere sul piede di guerra un piccolo esercito. Su ragioni e possibile utilizzo di quell’arsenale gli investigatori si stanno concentrando con particolare attenzione: Siino era familiare di un pentito e aveva ragioni implicite di autodifesa comprensibili, ma non al punto da poter foraggiare un battaglione.

Redazione CiSiamo
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