Schiavone Jr: ecco come Cosentino fece carriera con la Camorra

Ecco come Nicola Cosentino avrebbe avviato la sua carriera politica, scegliendo di abbandonare una originaria vocazione di sinistra per percorrere il tragitto con Forza Italia.

Nicola Schiavone
Nicola Schiavone

Ecco come Nicola Cosentino avrebbe avviato la sua carriera politica, scegliendo di abbandonare una originaria vocazione di sinistra per percorrere il tragitto con Forza Italia e facendole perdere l’immunità originaria alle lusinghe della camorra casalese.

Lo dice Nicola Schiavone, figlio del superboss Sandokan e pentito eccellente che deporrà in video collegamento nel processo d’appello proprio contro l’ex sottosegretario più altri 20 imputati. Il delicatissimo faccia a faccia è stato fissato a fine maggio. E promette faville procedurali, a tener conto delle pagine e pagine di verbali che Nicola Schiavone aveva già riempito e sottoscritto nel descrivere la genesi del “fenomeno Cosentino” all’interno del sistema casalese.

Schiavone Jr

Genesi che deve avere ancora il suggello di una sentenza cassata, sia chiaro, ergo per ora partigianissima anche se contraffortata da riscontri documentali parziali ma solidi. La necessità di sentire Schiavone jr in diretta è scaturita dalla negazione del consenso, da parte degli avvocati difensori nel processo, di acquisire tout court i verbali.

Lo strumento procedurale delle contestazioni è troppo utile e puntare sulle discrepanze fra quanto verbalizzato tempo fa e quanto riferito “live” in dibattimento è strategia processuale ottima. In quelle carte Schiavone ha ripercorso 15 anni di storia criminale di ordinaria attrazione fra politica a camorra. Vediamo con quali tappe. L’ex delfino di Sandokan ha affermato che: fra il 2002 ed il 2003 Cosentino era la longa manus politica che per conto del clan si occupava dei permessi edilizi ed urbanistici. Che era appoggiato da Peppe Russo e “Cicciariello”, alias Francesco Schiavone, omonimo del boss e zio del pentito.

Cambio di destinazione d’uso

Che Cosentino brigò per l’approvazione di un piano regolatore generale comprensivo di una superficie talmente estesa da superare i 100mila metri quadri, questo allo scopo di edificare un centro commerciale. Camurrie assortite con tecnici e urbanisti garantirono il risultato. Nicola Schiavone ha affermato anche che Cosentino spuntò un cambio di destinazione d’uso per alcuni terreni in disponibilità di suoi parenti, vicini allo stabilimento Aversana Petroli (fonte Casertanews.it).

Forza Italia

Poi l’affondo sulla folgorazione politica di Cosentino, che alla fine degli anni 80 stava per partecipare a una tornata elettorale con la sinistra e chiese l’appoggio dei Casalesi. Sandokan però pose una pregiudiziale: “Ti aiuto ma non se ti schieri con la sinistra”.

Questa decisione sarebbe stata presa nel corso di un faccia faccia fra i due a cui però il giovane pentito non ha mai partecipato e di cui ha contezza indiretta. A quel punto Cosentino avrebbe scaricato ogni velleità sinistrorsa aderendo a Forza Italia. Dopo un interludio in cui i casalesi di divisero fra due rami politici, appoggiando sia esponenti del’Udeur mastelliano che di Fi, tutto l’appoggio del clan andò a Cosentino.

Quest’ultimo era stato condannato a 5 anni in primo grado, mentre gli altri imputati accumularono 61 anni complessivi di carcere con otto assoluzioni. A maggio le tesi giudiziarie del pentito si scontreranno con quelle difensive del’imputato eccellente, e sarà scontro d’aula durissimo.

Redazione CiSiamo
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